Colore: Rosso
domenica 10 maggio 2008

Let. 1a At. 2, 1 - 11
2a 1Cor. 12, 3 - 7. 12 - 13.
Vang. Gv. 2O, 19 - 23.


Introduzione


Con la Solennità di Pentecoste il Mistero Pasquale giunge alla sua pienezza e la Chiesa nella forza dello Spirito Santo riceve la sua " anima" e la sua "legge" .
E' lo Spirito Santo che ci convoca in questa celebrazione perché ripieni dei suoi doni e uniti nell'amore, formiamo la Chiesa realtà di riconciliazione e di gioiosa comunione.
Tutti infatti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo Corpo.

Per disporci alla celebrazione invochiamo lo stesso Spirito come fuoco purificatore e come acqua che cancella ogni peccato.
OMELIA


Con la Pentecoste si conclude la celebrazione della Pasqua.
Lo Spirito Santo, "che è il Signore che dà la vita" è il supremo dono di Gesù ai credenti.

Il brano del Vangelo che ci riporta alla sera di Pasqua, ci presenta Gesù risorto che dona lo Spirito Santo e il potere di rimettere i peccati agli Apostoli.

Proprio in quel momento ha inizio quella che i Teologi chiamano l'economia dello Spirito Santo, inviato dal Padre e dal Figlio per manifestarsi poi in pienezza il giorno di Pentecoste.

Lo straordinario evento della discesa dello Spirito Santo in forma di lingue di fuoco, descritto dagli Atti degli Apostoli, ci suggerisce due motivi di riflessione di grazia e di ordine soprannaturale:

il primo motivo è il passaggio dal dono della legge al dono dello Spirito: la celebrazione ebraica della Pentecoste fissava l'attenzione sulla consegna della legge fatta da Dio al suo Popolo per mezzo di Mosè.
E la legge metteva pedagogicamente sulla via della salvezza.

Con la Pentecoste Cristiana si ha il grande passaggio: la salvezza è nel dono dello Spirito Santo.

La novità è esemplare e introduce alla Alleanza definitiva: prende l'avvio il cammino della Chiesa che si presenta al mondo nella realtà dell'amore- carità.

IL secondo motivo : la unità del linguaggio considerata non nell'aspetto della comprensione delle lingue, ma nel senso di una intesa spirituale.

Infatti in qualunque modo si voglia spiegare il miracolo delle lingue, resta il significato più profondo dell'evento pentecostale orientato all'universalità dell'annuncio e alla unificazione dei Popoli nella verità.

L'avventura della Torre di Babele, che segna nella Bibbia la divisione e l'incomprensione tra i Popoli della Terra, cede il posto alla unità degli animi nel dono dello Spirito.

Certamente lo Spirito Santo è il principio costitutivo della Chiesa, che nel giorno di Pentecoste viene manifestata al mondo.
A questo principio costitutivo vanno ricondotti anche tutti gli elementi istituzionali di cui la Chiesa ha bisogno.

Infatti è lo Spirito, che sta all'origine della Fede della Chiesa in Gesù come Signore :" Nessuno può dire Gesù Signore, se non sotto l'azione dello Spirito Santo".

E' lo Spirito che sta all'origine dei diversi carismi e doni di grazia, che danno a ciascuno la possibilità di realizzarsi secondo la volontà di Dio.

Mentre il "ministero" è per l'utilità comune, il "carisma" è una particolare manifestazione dello Spirito con cui il Cristiano è abilitato a realizzare la propria vocazione.
E' infine lo Spirito che ci fa "Corpo di Cristo", unisce le molte membra all'unico Capo creando così il Popolo di Dio uno e santo.

Ciò che chiamiamo istituzione nella Chiesa si identifica con quello che diciamo con la parola "Corpo" o con "Popolo di Dio".

Ora se lo Spirito Santo è all'origine della Chiesa come Corpo e come Popolo, vuol dire che è giusto ricondurre anche l'Istituzione allo Spirito.

Ciò significa che non possiamo attribuire, nella Chiesa, la "novità" allo Spirito e la "conservazione" all'istituzione, distaccando l'istituzione dallo Spirito.
Anche l'Istituzione ( Parola di Dio e Nuova Legge, Eucaristia e Sacramenti, Carismi e Ministeri ) trova il proprio principio nello Spirito, che connette l'Istituzione con Gesù Cristo, di cui la Chiesa è memoria vivente e attesa fiduciosa.

E' dunque lo Spirito di Cristo che fa vivere il Popolo di Dio, gli dà la consistenza di Popolo, gli apre la via alla comunione intima con Dio, lo abilita a vivere come Gesù e ad attendere la venuta del suo Signore, gli conferisce la missione di annunciare la buona novella di Gesù Cristo a tutti gli uomini.

L'invio dello Spirito fa della Chiesa la creatura di Dio, la nutre e la sostiene, continuamente la ringiovanisce e la rinnova.

Per questi motivi possiamo considerare la Pentecoste una realtà continuata nella vita della Chiesa: un fatto che avvenuto una volta, ha posto per sempre un elemento o un principio nuovo nel rapporto esistente tra noi e Dio.

Celebrando questo Mistero siamo mesi nella corrente del dono di Dio, dono sempre attivo e capace di operare nel tempo ciò che esso ha inaugurato un giorno.

Dal momento in cui questo dono è dato alla Chiesa essa diventa missionaria.
Una missione è un compito ricevuto con i poteri e la grazia corrispondente.

Gesù aveva detto:"Andate fatevi Discepole tutte le Nazioni" (Mt. 28, 19)
" Andate nel mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura" (Mt. 16, 15).

Questo compito la Chiesa lo compie attraverso tutti i Cristiani che formano un unico Corpo, animato e abitato dallo Spirito Santo.

Ma Chiesa è un Corpo organico, cioè compaginato secondo diverse funzioni, in cui ciascuno è animato secondo ciò che è chiamato a compiere per la sua missione a beneficio di tutto il Corpo.

Nessuno è inutile o pensionato nella Chiesa.

Nella Pentecoste non sono solo gli Apostoli che hanno ricevuto lo Spirito Santo, ma tutti i Fedeli presenti a quell'evento.

Sì tutti sono animati e attivi, tutti sono cellula del Corpo.

Non si può pensare, non si può dire che qualcuno non ha nulla da fare nella Chiesa: tutti la costruiscono.

Il vigore spirituale, la vitalità nel Signore di ognuno sono necessari all'integrità del Corpo, alla realizzazione del disegno di Dio, al pieno vigore e alla totale vitalità di tutti gli altri Cristiani.

Una preghiera, un sorriso, un bicchiere d'acqua, dice il Vangelo, sono effettivamente qualche cosa per il Regno di Dio.

Assicurare una presenza, distribuire inviti o bollettini della Comunità Ecclesiale, passare un libro a qualcuno che cerca, infondere coraggio ad amico che dubita, essere utile a chi ha necessità di ogni genere, porsi generosamente al servizio degli altri, hanno sempre un valore di fronte a Dio.

Conclusione

Possiamo concludere dicendo che l'essenziale non è aver ricevuto una chiamata eccezionalmente grande, ma corrispondere a ciò che si è ricevuto.
E' lo Spirito Santo che dirige tutto e sa ciò che fa.