• Ultima modifica: Martedì 30 Ottobre 2018, 09:31:19.

Chi era Don Ermanno Cacciarelli per i suoi compagni di studi e di vita? Una personalità complessa e distinta, per qualità che cercherò di evidenziare.
Di carattere sensibile e vivace, sapeva imporsi per la sua capacità di suscitare molte e solide amicizie, cogliendo le opportunità del suo ministero: famose le sue amicizie con alcuni ex-alunni del San Michele e con personaggi della Germania incontrati nei frequenti soggiorni in parrocchie tedesche. Era Maestro di ‘relazioni sociali’.
Possedeva carattere amabile e prontezza di spirito, intelligenza acuta e buona memoria, doti che, adeguatamente esercitate, ne avrebbero fatto uno studioso ad alto livello e un insegnate brillante. Ma all’applicazione intellettuale preferiva attività pratiche in cui riusciva bene e alle quali sapeva coinvolgere tante persone, affidategli dai Superiori o scelte personalmente come cooperatori. E di iniziative nella vita ne ha avute tante, alcune ben riuscite nel campo amministrativo e direttivo. Ai suoi collaboratori lasciava tanta parte di responsabilità, riservando a sé la sovrintendenza e l’esito finale. A questo settore suo proprio, fecero da preludio frequenti e vivaci inventive negli anni di formazione, con le quali riusciva a tenere alto il clima affettivo e solidale dei compagni. Quanti scherzi originali e intelligenti ha ispirato durante la nostra formazione a Roma, a Siena, a Piacenza!
Anche per la sua iniziativa, il nostro gruppo al Collegio Alberoni attirava l’attenzione dell’ambiente, piuttosto riservato, con punte di ammirazione e di amicizia sincera: l’esuberanza ‘meridionale’ faceva breccia sulla ‘misura’ piacentina.
Ermanno aveva una spiccata vocazione musicale rivelata fin dai primi tempi, per cui a lui solo fu concesso di esercitarsi nel suono dell’armonium e acquistare la padronanza di strumenti musicali, che tanto gli giovò in seguito. Ricordo con viva compiacenza che, durante la sua permanenza come cappellano nel Collegio romano statale S. Michele, riuscì a creare una banda musicale di buon livello con quei giovinetti, tanto da suscitare l’ammirazione di un maestro di banda militare. Proseguì l’esperimento nella sua breve permanenza a Siena come Direttore della Scuola Apostolica. Uno di quei giovinetti era Riccardo Martorelli, che poi entrò nella nostra Comunità insieme a Giancarlo Silveri.
Ermanno possedeva buone doti oratorie: voce robusta e pacata, gesto misurato, ordine mentale, espressione limpida, e quant’altro serve a far presa sul pubblico; ma la timidezza, o qualche insuccesso inziale, o altro, gli impedirono la riuscita, anzi lo portarono (quasi) alla rinuncia di questo ministero.

Tutte queste doti, e altre che tralascio, lo hanno fatto ritenere l’elemento più vivace del nostro gruppo, il quale volentieri gli perdonava eccessi e furbizie con le quali riusciva a cavarsela in ogni frangente meglio degli altri. E’ per questa simpatia che la sua tremenda malattia ci ha lasciati fortemente impressionati:
Ermanno ridotto in quello stato ha suscitato meraviglia insieme a compassione.
Ci resta la memoria di un caro amico col quale abbiamo condiviso tante gioie e sofferenze, mentre ci nutrivamo alla stessa mensa e ci abbeveravamo alla stessa fonte durante la nostra formazione e nella solidarietà del ministero sacerdotale.

P. Gaetano Calenne, c.m.

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