• Ultima modifica: Martedì 01 Maggio 2018, 16:32:30.

Stiamo entrando nella prima delle quattordici grandi sale nelle quali sono custoditi e conservati i libri raccolti nel corso dei secoli. Si tratta di volumi molto preziosi perché rari e molto antichi. La collezione della Biblioteca comprende infatti alcuni fra i primi libri a stampa, pubblicati ben sei secoli fa'. I più antichi sono gli Incunabuli, ossia i libri stampati nel Quattrocento (XV secolo), quando l'arte della stampa era appena nata: la parola incunabulo infatti letteralmente significa "in fasce", essendo composta da "in" (dentro) e "cuna" (culla, in latino). Fu un artigiano tedesco - Johan Gutenberg - a inventare questo nuovo metodo per riprodurre i libri senza doverli ricopiare pazientemente a mano. Fu sua l'idea dei caratteri mobili: egli predispose una serie di piccoli timbri di metallo che portavano incisa una lettera e con essi componeva una pagina metallica che poteva poi inchiostrare e stampare in un gran numero di copie. L'invenzione di Gutenberg si diffuse in pochi decenni in tutta l'Europa e i libri a stampa divennero sempre più numerosi, aiutando la diffusione della cultura rinascimentale. A perfezionare l'arte della stampa furono poi gli italiani e gli olandesi e nella collezione della Biblioteca Alberoni puoi trovare alcuni volumi stampati dai migliori tipografi attivi fra il Quattrocento e il Cinquecento. Troverai ad esempio libri stampati da Aldo Manunzio il Vecchio (1450-1515), forse il più famoso fra gli stampatori italiani. Fu sua l'invenzione dei primi caratteri in corsivo e fu anche il primo a stampare libri in sedicesimo. La Biblioteca Alberoniana conserva alcune preziose edizioni aldine ma anche libri stampati da un'altra famiglia di famosi tipografi fiorentini, i Giunta: si tratta delle edizioni giuntine, stampate fra il XV e il XVII secolo. Ugualmente rari e preziose sono le edizioni elzeviriane, ossia i libri stampati da un'altra famosa dinastia di tipografi, gli olandesi Elzevier, attivi anch'essi fra XV e XVII secolo. Oltre alle edizioni più rare e famose, la Biblioteca Alberoni possiede quasi mille volumi stampati nel corso del Cinquecento, che prendono appunto il nome di Cinquecentine. I libri più interessanti fra le cinquecentine, sia per la rarità che per la ricchezza delle illustrazioni, sono quelli di Geografia. Passando ad esplorare la sezione della biblioteca in cui sono raccolti i volumi più recenti ma di grande bellezza e molto ricercati dagli intenditori, troviamo i libri del Bodoni, le carte geografiche e le mappe militari ecc. Il pregio maggiore di questi volumi sta nelle illustrazioni che li arricchiscono. Si tratta di disegni originali trasferiti da un incisore su lastre di legno (xilografia) o di metallo ( incisioni al bulino e acqueforti) quindi stampati. Le tavole cosi' ottenute venivano talvolta acquarellate o colorate in diversi modi: bellissimo ad esempio l'Atlante del Bleu, uno dei pezzi più interessanti della collezione di opere geografiche della Biblioteca Alberoni. Puoi ammirare alcune fra le incisioni più pregevoli, quelle contenute nel "Liber Chronicarum" di Norimberga. Si tratta di vedute incise su tavola di legno da Wohlgenuth e Pleydenwurff, cui probabilmente mise mano anche Albrecht Durer, un artista tedesco, grandissimo sia nella pittura che nell'incisione. Il libro che contiene queste bellissime incisioni è di per sé una rarità essendo stato stampato nel 1493 per i tipi di Hartman Schedel. Uno degli aspetti più interessanti dello sviluppo dello studio delle scienze naturali fu la paziente compilazione di monumentali opere di catalogazione che cominciarono ad essere stampate già nel Cinquecento. Tale tradizione è ben rappresentata nella Biblioteca del Collegio Alberoni dagli erbari di Frà Zaccaria, al secolo Carlo Francesco Berta.

Le sale

La sala principale della Biblioteca (Sala Alberoni)La prima sala della biblioteca, oggi Sala Alberoni, fu costruita al primo piano del Collegio, accanto allo scalone d'onore. Il Cardinale la volle grande e solenne. Tutto attorno è disposta la scaffalatura in noce massiccio su disegno elegante dell'epoca con intarsi in radica sul cornicione e nei vani delle finestre, intarsi che si ripetono anche sul piano del monumentale tavolo. Il secondo piano fu aggiunto dopo la morte del Cardinale per aumentare la capacità di collocazione di libri, e questo piano fu protetto da una ringhiera in ferro battuto probabilmente di Testi della biblioteca alberonianaLucio Sottili. La biblioteca è l'officina del Collegio. Ad essa sono virtualmente legate le pubblicazioni alberoniane a cominciare dai Tesari stampati per 140 pubbliche dispute accademiche (filosofiche, teologiche, giuridiche, storiche e fisico-matematiche) tenute a S. Lazzaro, nel Salone Vescovile e in varie Chiese della Città dal 1753 al 1829, tesari distribuiti ai presenti alle dispute con diritto di obiezioni. Unito alla Biblioteca è l'Archivio Alberoni, di capitale importanza per lo studio biografico del Cardinale e per la storia del Collegio. Così si può anche dire dell'Archivio dell'Osservatorio meteorologico Alberoni per il materiale enorme di registrazioni che vanno dal 1802 al 1979, e dell'Archivio dell'Osservatorio Sismico Alberoni per le registrazioni geofisiche che vanno dal 1922 al 1979. La Biblioteca Alberoni ha nei suoi fondi:

Preziose legature in cuoio N. 26 Incunaboli: il più antico del 1471 (Eutropius, De gestis Romanorum): il più recente del 1498 circa (Il trionfo della Croce del Savonarola);
Un migliaio di opere di edizioni «cinquecentine» fra cui parecchie Aldine, Elzeviriane, Giuntine;
Numerose edizioni Bodoniane, fra le quali anche pezzi rari come il De imitatione Christi, in folio, edizione del 1793;
Opere singolari di geografia, come l'Isolario del Bordone, la Geografia di Tolomeo, stampata nel 1541 e nel 1597, le Isole famose del Porcacchi, l'Atlante del Blaeu (6 volumi in folio con tavole incise acquarellate a colori e lumeggiate d'oro), le Carte militari del Nolin;
Edizioni rare, come l'Istoria e dimostrazioni intorno alle macchie solari di Galileo (Roma, 1613) in una delle pochissime copie salvate dalla distruzione, e come l'Essay on Man del poeta inglese Pope tradotto in versi francesi dal tedesco F.A. Barone di Schleinitz e stampato nel 1749 in Alcuni dei pregevoli libri a stampa della biliotecasoli 25 esemplari uno dei quali (quello della Biblioteca) offerto al cardinale Alberoni;
Opere varie con incisioni a bulino, xilografia e acquaforte. Il volume più importante per le xilografie è certamente quello in folio con la Cronaca di Norimberga (Chronicarum liber) dal 1493 ricchissimo di illustrazioni incise da Michele Wohlgemut con la sua scuola, l'interesse maggiore è dato da alcune scene incise da A. Dürer.

Liber Chronicarum
(Cronache di Norimberga, 1493) per Hartman Schedel

H. Schedel - ''Liber Chronicarum'', 1493 La mano di Dio CreatoreNel XV secolo Norimberga fu un centro librario di grande fama per merito di Anton Koberger che pubblicò, a partire dal 1471, circa 250 libri tra cui il "Liber Chronicarum" di Schedel, ricco di figure e di vedute incise su legno da Wohlgemuth e Pleydenwurff. Probabilmente all'incisione di alcune scene mise mano anche Alberto Durer. La biblioteca del Collegio Alberoni ne conserva una edizione dalla quale sono ricavate le tavole riportate qui di seguito. Sono le prime del volume, quelle relative alla Creazione. La natura, l'universo, l'uomo, tappe del nostro percorso "tra scienze e fede", sono qui raffigurati con straordinaria efficacia attraverso incisioni di rara bellezza.

La biblioteca scientifica

La biblioteca delle Scienze figura quale sezione della grande Biblioteca Alberoni ed annovera pubblicazioni periodiche di carattere meteorologico, sismico, astronomico e una interessante raccolta di volumi scientifici riguardante la botanica, la meteorologia, la sismologia e la geofisica. Figurano inoltre opere fondamentali di fisica e di matematica mentre l'astronomia è presente in numerosi testi che fanno parte della Biblioteca privata dell'astronomo prof. Boccardi. Tra le opere di fisica e matematica va ricordata la "Summa de Aritmetica e Geometria Proportioni e Proportionalità" di Luca Pacioli del 1494; sono poi da ricordare le già citate opere di Galileo sfuggite alla distruzione imposta a seguito della sua condanna. Per quanto riguarda infine la botanica merita una particolare nota la preziosa libreria donata da frate Zaccaria da Piacenza comprendente tra l'altro gli erbari dipinti con tavole del Morandi disegnate a china in due volumi e un altro volume dipinto dallo stesso fra' Zaccaria in folio con 148 tavole a colori.

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