• Ultima modifica: Martedì 16 Gennaio 2018, 09:25:05.

Mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

Il Messaggio dell'Immacolata a Parigi (1830)

Terza Parte

LA CONIAZIONE E LA DIFFUSIONE DELLA MEDAGLIA

  1. "ORA BISOGNA DIFFONDERLA!"

Intanto il tempo passava senza che niente si fa­cesse di quanto la Vergine aveva chiesto. Suor Caterina riferisce anche di un'altra apparizione do­po alcuni mesi, nel marzo 1831 e poi ancora nel mese di settembre motivo in più per parlarne di nuovo col padre Aladel dicendo che Maria era mol­to dispiaciuta che si tascurasse così di far coniare la Medaglia. "Questa volta, senza però dimostrarlo, vi feci più attenzione - scrive il Padre - specialmen­te per timore di dispiacere a Lei. D'altra parte, sempre pensando che poteva trattarsi di un'illusio­ne, ben presto non ci feci più caso. Dopo alcune settimane, avendo avuto occasione di andare dall'Arcivescovo, gli parlai della cosa. Lui non vide alcun ostacolo nel far coniare la Medaglia, dato che nulla in essa vi era di contrario alla fede della Chiesa e disse che, anzi, essa era conforme alla pietà dei fedeli verso la Vergine. La Medaglia non poteva che contribuire a farla onorare e amare di più. E il Vescovo, da parte sua, chiese di avere una delle prime Medaglie. Allora cessò ogni indugio e decisi di far coniare la Medaglia voluta da Maria". Le prime 1500 Medaglie furono pronte il 30 giugno 1832. Padre Aladel si affrettò a portare una delle prime Medaglie a suor Caterina la quale disse che l'avreb­be portata con grande devozione, aggiungendo: "Ora bisogna diffonderla!". A questa diffusione la Santa si dedicò con tanto amore per tutta la vita e questo specifico apostolato ha formato la seconda parte della sua missione, dopo quella del servizio ai poveri. Il quotidiano "La France" nel 1835 scrive che "il re Luigi Filippo e con lui i suoi figli si fecero appen­dere dalla regina sull'abito uno dei più grandi segni della fede degli ultimi tempi, la Medaglia detta Miracolosa". Milioni e milioni di medaglie furono coniate subito in Francia e all'estero e da allora si sono diffuse in tutto il mondo. Si può davvero affer­mare che la Medaglia fu ed è miracolosa anche nel­la sua celere e grande diffusione, non diminuita mai col passare degli anni, anzi, considerevolmente aumentata specialmente dopo le celebrazioni del centenario delle apparizioni (1930). Non è difficile dunque credere che la più grande apostola della Medaglia sia proprio la Vergine stessa che non si è accontentata di darcene il modello e di insistere perchè fosse coniata e diffusa largamente, ma con tanti miracoli ha pensato Lei stessa a farla conosce­re sempre di più.

Impegno: Impegnamoci anche noi a procurarci tante Medaglie da diffondere, per collaborare con Maria, con Santa Caterina e con quanti amano la Vergine Immacolata, a questo semplice ed efficace apostolato di bene.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. "LA MEDAGLIA DEI MIRACOLI"

Né suor Caterina, né il padre Aladel si erano preoccupati di dare un nome speciale alla Medaglia e nelle relazioni di grazie che subito arrivarono a Parigi da ogni parte, all'inizio venne chiamata con vari nomi, tutti belli e significativi. Alcuni la chia­mavano solo "la Medaglia", altri "la nuova Medaglia", "la Medaglia di Maria", "la Medaglia che guarisce", "la Medaglia dell' Immacolata". Ma fra tutti prevalse un nome che presto divenne universa­le: la Medaglia Miracolosa. Si cominciò a chia­marla così già alla fine del 1833, un anno dopo la prima coniazione e questo è spiegabile pensando al­lo straordinario numero di prodigi che attraverso di essa il Signore operava. Ma come portare la Medaglia? In una relazione Santa Caterina dice di portarla al collo, ma padre Aladel non si sofferma su questo particolare e fin dall'inizio ognuno la portava come voleva e la Santa non diede molta importanza a questo aspetto. È certo che molte guarigioni si ottengono anche solo appoggiando la Medaglia sulla parte malata. Un al­tro aspetto è questo: la Medaglia deve essere bene­detta? Santa Caterina non ne parla, ma padre Aladel raccomandava di benedirla, secondo l'uso della Chiesa. In ogni caso sia il portarla al collo che la benedizione possono essere aspetti secondari, an­che se non trascurabili, perché ciò che più conta è la fede nella bontà e nella potenza della Madonna che tutto può sul Cuore di Dio. L'importante è cre­dere nell'origine celeste della Medaglia e nella fedeltà di Maria nell'adempiere alle sue promesse. Se portiamo la Medaglia al collo, l'immagine dei Cuori di Gesù e di Maria poggerà sul nostro cuore e sarà un segno per ricordarci a quale unione d'amo­re siamo chiamati. "Legarsi così all'immagine di Maria è una dimostrazione eloquente di amore e di abbandono in lei, è un impegno a prendere su di sè il giogo di questa Vergine senza macchia, non meno dolce e leggero di quello di suo Figlio Gesù. Vi è dunque, nel portare la Medaglia al collo, un simbo­lismo che sarebbe bene rispettare" (Mott).

Impegno: Chiediamo a Maria di essere sempre docili ai suoi insegnamenti, alle sue ispirazioni e di renderci figli degni di lei. Se possibile, portiamo al collo la Medaglia Miracolosa.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. IL PRIMO DEI GRANDI MESSAGGI MARIANI

Il conio dei primi esemplari della Medaglia se­gnò la rinascita della fede, il rifiorire della preghie­ra e il moltiplicarsi di conversioni e di guarigioni dovute a Maria ''concepita senza peccato''. La Medaglia era richiesta ovunque, sia da privati, sia da parrocchie, Diocesi, tramite i sacerdoti e i Vescovi e l'invocazione "O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te" di­venne la giaculatoria più diffusa in quegli anni, pre­parando il cuore di tutti i cattolici alla solenne pro­clamazione, fatta dal Papa Pio IX l'8 dicebre 1854, del dogma dell'Immacolata Concezione. Queste apparizioni ebbero anche l'effetto di op­porsi al clima di razionalismo e di materialismo che si stava sviluppando anche fra i credenti. Il Can. Barthas scrisse che le manifestazioni mariane, a cominciare dal 1830 a Parigi, hanno come dato ri­levante la progressiva rivelazione del Cuore Immacolato di Maria, quale antidoto ai falsi misti­cismi del XIX e XX secolo. In modo particolare egli dimostra che prima Parigi e poi Lourdes furono un rimedio al razionalismo, Fatima lo fu specialmente all'ateismo. Pio IX aveva colto il legame esistente tra questo dogma mariano e le alterazioni e le nega­zioni del razionalismo. Così proclamò il dogma dell'Immacolata facendo eco ai desideri più profon­di e alle ispirazioni più forti di tutto il mondo catto­lico: Maria SS. stessa, solo quattro anni dopo, l'a­vrebbe confermato a Lourdes dicendo a Bernadette: "Io sono l'Immacolata Concezione". Con le appari­zioni a Rue du Bac e con la sua Medaglia la Madonna, così, anticipò la definizione del suo im­macolato concepimento e preannunziò la devozione al suo Cuore Immacolato, poi sviluppata più ampia­mente a Fatima. A Parigi e a Lourdes suggerì di in­vocarla con il titolo di Immacolata e sulla Medaglia volle che il suo Cuore comparisse accanto a quello di Gesù; a Fatima volle che si diffondesse la devo­zione e la consacrazione al suo Cuore Immacolato. Tutto questo perché le apparizioni della Madonna sono sempre in relazione ai bisogni dei suoi figli e servono a porre un argine agli er­rori del tempo. Anche oggi, quando il materiali­smo pratico rischia di sommergere i più grandi va­lori, occorre rivolgersi con particolare fiducia a Lei, ascoltare le sue raccomandazioni e ripetere con amore e con fede: "O Maria concepita senza pecca­to, prega per noi che ricorriamo a te!".

Impegno: Recitiamo con calma e meditiamo i Misteri gloriosi del Santo Rosario per la salvezza di tutti gli uo­mini.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

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