• Ultima modifica: Martedì 30 Ottobre 2018, 09:31:19.

Uno dei fenomeni che maggiormente ha contribuito a caratterizzare la cultura del XV secolo è stato il risveglio dell'interesse per la natura , favorito dall'affermarsi, verso la fine del Quattrocento dell'arte tipografica. Tra le prime opere ad essere stampate figura la "Naturalis historia" di Plinio, pubblicata a Venezia nel 1469, appena una ventina d'anni dopo l'invenzione della stampa a caratteri mobili. Nel 1478 esce anche la prima edizione latina del "De materia medica" di Dioscoride, famoso medico greco vissuto nel I secolo d.C..Con la seconda metà del XVI secolo il sapere enciclopedico spinge alla compilazione di monumentali opere botaniche e zoologiche che impegnarono per anni i vari studiosi con la pretesa di riunire tutte le conoscenze acquisite dall'antichità fino a quell'epoca.

 

 

 

La perfetta imitazione della natura

Dopo il 1470 la geometria prende un posto preponderante nei suoi studi; artefice nel processo di formazione matematica di Leonardo fu Luca Pacioli, uno dei massimi matematici italiani della fine del Quattrocento al quale fu legato da profonda amicizia.

Leonardo da Vinci fu il più noto tra coloro che fusero l'interesse per l'arte con quello per la scienza, ma nel Quattrocento altri, come Leon Battista Alberti e Piero della Francesca, studiarono la geometria e si intressarono della prospettiva matematica. Piero della Francesca, convinto neoplatonico, scrisse una complessa monografia sui cinque solidi regolari e la sua opera fu fonte di ispirazione per la "Summa de arithmetica" di Luca Pacioli, una delle prime opere matematiche ad essere stampata.

Georg Bauer detto Agricola
(1494-1555)

Georg Bauer detto AgricolaNaturalista tedesco, viene considerato uno dei padri della mineralogia. Nelle sue opere "De natura fossilium libri X" e "De re metallica libri XII" diede utili descrizioni su miniere e sull'attività metallurgica. Si interessò anche di teologia e filosofia subendo l'influenza dell'opera di Biringuccio, fonditore e tecnico minerario senese che per primo abbandonò l'empirismo che fino ad allora imperava nella chimica metallurgica; con lui scompaiono le formule esoteriche e magiche che avevano accompagnato l'alchimia del tempo.

 

 

 

Pier Andrea Mattioli
(1500-1577)

Pier Andrea MattioliMedico e botanico senese, operò alla corte degli imperatori Ferdinando e Massimiliano II.

Verso la metà del secolo Pier Andrea Mattioli pubblica i suoi "Commentari a Dioscoride", un aggiornamento dell'opera del medico antico, nel quale riporta la sistematica della botanica medica nota a quel tempo introducendo nella sua opera 100 nuove specie di piante.

L'opera, assai estesa, ebbe una grande fortuna editoriale con numerosissime edizioni in italiano, latino, tedesco e ceco con ristampe fino a tutto il XVIII secolo. Alla prima edizione del 1544, in italiano e priva di illustrazioni, ne fece seguito dieci anni dopo un'edizione in latino corredata da oltre cinquecento xilografie di piante.

 

P.A. Mattioli. Una tavola di zoologia dei "Commentari a Dioscoride" in una edizione del 1583 stampata a Venezia

P.A. Mattioli. Una tavola di zoologia dei
"Commentari a Dioscoride" in una edizione del 1583
stampata a Venezia

P.A. Mattioli. Una tavola di botanica dei "Commentari a Dioscoride" in una edizione del 1583 stampata a Venezia

P.A. Mattioli. Una tavola di botanica dei
"Commentari a Dioscoride" in una edizione del 1583
stampata a Venezia

Conrad Gesner
(1516-1565)

Conrad GesnerCelebre medico e botanico svizzero. Si occupò di botanica, zoologia, medicina, filologia e teologia ed in particolare studiò la flora e la fauna alpina. Tra il 1551 e il 1558 pubblicò la sua monumentale Historiae animalium in quattro volumi (il quinto uscì postumo nel 1587) che tratta in modo ampio di quadrupedi, uccelli e animali marini. Nonostante rifletta ancora delle partizioni aristoteliche l'opera di Gesner tenta di fornire per ogni singolo animale ogni possibile conoscenza, non solo dal punto di vista scientifico ma anche simbologico, storico e letterario riportando anche antiche leggende e superstizioni ancora in essere tra i suoi contemporanei.

 

 

Ulisse Aldrovandi
(1522-1605)

Ulisse AldrovandiMedico e naturalista bolognese, Aldrovandi nel 1549 fu accusato di eresia luterana, arrestato e trasferito a Roma. Una volta rilasciato tornò a Bologna dove nel 1560 divenne professore di storia naturale e logica all'università. Dedicò quasi tutta la vita a raccogliere i materiali della sua Istoria Naturale in 13 volumi. Alla sua morte erano stati stampati solamente quattro volumi ma l'edizione completa venne portata alle stampe dal Senato di Bologna.

Tra la fine del '500 e l'inizio del '600 il museo Aldrovandi è un vero e proprio "Theatro di Natura", luogo d'incontro e strumento di ricerca. Aldrovandi applicò alla sua ricerca una rigorosa osservazione scientifica tanto da dichiarare egli stesso di "non aver mai descritto cosa alcuna senza averla toccata con le proprie mani e senza averne fatta l'anatomia".

Le camere di meraviglie

Nel Cinquecento si afferma un tipo di collezionismo dal quale trarranno poi origine le moLe camere di meravigliederne collezioni scientifiche. Sono le raccolte del tardo Rinascimento e del Manierismo, le cosiddette "Wunderkammer", le "camere di meraviglie e rarità" in cui erano conservati manufatti di svariati tipi e provenienze, oggetti particolarmente curiosi e strani, ma soprattutto moltissimi reperti appartenenti ai tre regni della natura. Queste collezioni offrivano una visione della complessità e, per certi aspetti, della caoticità dell'universo visibile.

 

 

Ferrante Imperato
(1550-1631)

Ferrante ImperatoFarmacista napoletano raccolse per tutta la vita piante, animali, fossili costituendo un museo e un orto botanico. Nel 1599 pubblicò una "Historia Naturale", vera e propria enciclopedia naturalistica, nella quale è contenuta una incisione che raffigura una veduta della sala contenente le sue collezioni, si tratta della prima raffigurazione di un museo eclettico. La sua collezione ebbe origine dall'abitudine di coltivare sulla terrazza della propria casa, nel centro di Napoli, un gran numero di piante ed essenze vegetali oggetto anche di scambio con altri naturalisti quali l'Aldrovandi. 

 

Olao Worm
(1588-1654)

Nato a Copenaghen studiò teologia e poi medicina a Strasburgo. Nel 1608 venne in Italia per perfezionarsi nella scienza medica. Nel corso della sua vita raccolse un infinità di oggetti di ogni genere tra cui moltissimo materiale scientifico che descrisse in un'opera pubblicata dal figlio nella quale è riprodotto anche l'ambiente che ospitava il museo wormiano. Nel testo sono riportate anche una serie di curiosità, dalla pianta del cacao all'uccello del paradiso. Tra i vari oggetti descritti anche quello che fino ad allora era stato ritenuto il corno del famoso unicorno e che invece Worm indica giustamente come il dente incisivo di un cetaceo, il narvalo.

I "Cabinet d'histoire naturelle"

Le collezioni scientifiche sul finire del XVII secolo perdono la loro matrice enciclopedica per assumere progressivamente l'aspetto di quelli che prenderanno il nome di "cabinet d'histoire naturelle". Il mito delle collezioni enciclopediche crolla insieme a quello del "libro enciclopedico" : le conoscenze ormai si acquisiscono essenzialmente sui libri, sempre più numerosi e specialistici.

René Descartes (Cartesio)
(1596-1650)

René Descartes (Cartesio)Filosofo e matematico francese, noto anche con il nome italianizzato di Cartesio, venne educato nel collegio dei gesuiti di La Flèche laureandosi poi in diritto all'università di Poitiers. Dal 1617 al 1625 viaggiò in tutta Europa stabilendosi successivamente in Svezia, su invito della regina Cristina, dove rimase per tutto il resto della sua vita. Cartesio incarna meglio di tutti l'ideale moderno della ricerca di una certezza matematico filosofica incondizionata, ma rispetto ai suoi rapporti con la religione è tuttora rimasto aperto il problema di capire se egli fosse un buon cristiano o un razionalista.

 

 

Blaise Pascal
(1623 - 1662)

Blaise PascalA soli undici anni, rivelando una precocità eccezionale, Pascal scrive un trattato sui suoni, a sedici un saggio sulle coniche e nel 1642 inventa la prima macchina calcolatrice ed è anche tra i primi ad occuparsi del calcolo delle probabilità. Aderisce al giansenismo e si stabilisce a Parigi dove prosegue le sue ricerche scientifiche. La notte del 23 novembre 1654 avviene la sua conversione provocata da una folgorante rivelazione che riporta nel suo Memoriale (o Memorandum), scritto durante quella "nuit de feu" e ritrovato per caso dopo la morte nel suo giustacuore da un domestico, con ogni probabilità Pascal lo portò sempre con sé. Morirà il 19 agosto 1662 a casa della sorella Gilberte lasciando centinaia di fogli e appunti scritti su pezzi di carta sparsi, senza un ordine apparente, che verranno riuniti nei "Pensieri". Questi scritti rappresentano un vero e proprio capolavoro della letteratura filosofico-religiosa e saranno pubblicati postumi nel 1669 diventando una delle più efficaci apologie del Cristianesimo.

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