• Ultima modifica: Lunedì 01 Ottobre 2018, 11:55:49.

Il nome suo è strettamente collegato a quello del Sig. Folchi, di cui fu l'illuminato Direttore nel Noviziato di Monte Cavallo, il qual ministero venne da lui - con perizia d'arte - esercitato per più anni, procurando così alla Congregazione deliziosissimi frutti, avendo formate vocazioni scelte e profondamente radicate. Altro apostolato, a cui consacrò tutte le energie del suo spirito fino alla tarda età di 74 anni, fu il ministero delle confessioni da lui svolto con assiduità incessante e nel quale con quella unzione che era tutta sua propria sapeva scuotere i poveri traviati, commuoverli e piegarli umiliati e pentiti ai piedi del Crocifisso.

Il profilo suo morale fu caratterizzato da semplicità, ardore nella preghiera, vita nascosta con Cristo in Dio. Per questo la sua virtù, come quella di tutti i Santi, doveva avere il suggello della prova, poiché è sempre vero: «Coloro che vogliono piamente vivere in Gesù, dovranno sentire le punture della persecuzione».

E il suggello della prova s'impresse sul cuore del sig. Roberti, nell'Aprile del 1811 (era egli allora Superiore di Monte Citorio) quando improvvisamente veniva arrestato e tradotto a Castel S. Angelo. Nulla di certo aveva egli da rimproverare a se stesso, ma il Signore così dispose perchè il fedele suo servo avesse a bere il calice dell'amarezza. E questi, con la serenità che sempre si dipinge in volto all'innocente, calmo, imperturbabile, anzi lieto di soffrire per la giustizia, dalla sua carcere (che fortunatamente durò soli otto giorni) così scriveva il 18 Aprile al Sig. Rosati: «Ora provo per esperienza quel che mi ricordo aver letto nella vita di un servo di Dio calunniato ed imprigionato come sono io. Non credeva che le calunnie fossero si  dolci. Una sola consolazione mi manca, ed è quella di non avere la compagnia del buon Gesù. Del resto, nunc incipio Christi esse discipulus. Sono in un paradiso: non posso essere più contento di quello che sono... indifferente a qualunque evento, anche ad essere smembrato dal residuo dei nostri Confratelli…  Mi aiuti a ringraziarne il Signore, e lo preghi a farmi fare buon uso di tanta misericordia…  Martedì passato si era dato ordine al Commissario di pattuire per me la carrozza per Torino, in caso, credo, fossi trovato reo. Benedictus Deus: fiat, fiat: ameno Oh! chi potesse avere lo spirito ed il fuoco di quel santo Martire, a cui disse S. Sisto: «Noli fiere; majora tibi dehentur certàmina!». Così scrivono, così parlano, così operano i Santi. E come tale era da tutti ritenuto il Sig. Roberti. E che egli fosse circonfuso dell'aureola della santità possiamo ben desumere dalla testimonianza della Beata Anna Maria Taigi, la quale, al suo Direttore Spirituale Don Francesco Natali, dichiarò d'averne vista l'anima andare diritta dal letto di morte al Cielo. Così testimoniò il giorno stesso della morte di lui, 23 Agosto 1831.

Da: Annali della Missione - raccolta bimestrale 31 dicembre 1925, Collegio Alberoni Piacenza, pagg.39-42.

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