• Ultima modifica: Martedì 27 Febbraio 2018, 15:27:04.

P. Prandini Luigi

P. Prandini Luigi

Osserva la gente che passa:
ognuno chiuso nei suoi pensieri.
Osserva un bambino, condotto dalla mamma:
si accorge di tutto ciò che lo circonda
(un cane, un sasso, un colore)
è aperto ad accogliere.

Non restare chiuso nei tuoi pensieri, dolori,
nel tuo mondo:
accorgiti di chi ti stà intorno,
di Dio che incontri dapertutto e in tutti.

(Pensiero di P. Luigi scritto da lui su un libro di lettura spirituale)
P. LUIGI PRANDINI, CM.
Piacenza 2/10/1925 - Grosseto 5/12/2002

Di P. Luigi si raccontava un aneddoto, forse frutto in gran parte della vena umoristica del compianto P. Giornelli, ambientato nella Casa Pia di Siena. Si racconta che una mattina di quelle “antiche”,quando alle 5:00 del mattino bisognava essere assolutamente in cappella per la meditazione, un Superiore di allora, custode e garante della Regola avesse notato che – perbacco! – P. Prandini era assente! Immediatamente aveva mandato Fratel Giovanni a svegliare e richiamare all’ordine il trasgressore. Espletata la missione, Fratel Giovanni aveva riferito al Superiore che P. Prandini, svegliato dai
colpi alla porta e dall’invito a scendere quanto prima in cappella, “aveva perfino ringraziato!”. Poiché la camera di Prandini, si trovava proprio sopra la cappella molti avevano udito la risposta e… non sembrava proprio essere stato un ringraziamento, anzi…
Pettegolezzo da convento? Modi per raccontare che la vita allora era veramente dura e che spesso la fatica prendeva il sopravvento sulla buona volontà? Mah! Comunque P. Luigi, quando sentiva raccontare questo episodio era il primo a riderci sopra, anche se sapeva di essersi fatto così la fama di “dormiglione”. Del resto io ricordo che durante il Seminario Interno, l’allora Noviziato, quando arrivava la sveglia alle 5:00, provavo invidia per i dirimpettai di Casa Pia, …gli inquilini del Cimitero della Misericordia, perché loro potevano dormire in pace; oppure, tra me e me, pensavo che le 5:00 del mattino fossero decisamente un’ora indecente per accogliere l’invito “Bendicimus Domino”.
Forse nessuno si era reso conto che fin d’allora P. Luigi vivesse in una condizione fisica assai difficile dovuta al pazzo andamento della sua pressione. Finché il fisico riuscì a sopportare e a nascondere questo suo handicap, egli portò avanti il suo lavoro con entusiasmo e impegno, particolarmente tra i ragazzi e i giovani: a Tor Sapienza, negli anni ruggenti di quella zona pastorale che comprendeva allora un territorio assai più vasto dell’attuale parrocchia, e poi a Grosseto e a Migliarino Pisano.
Dopo una parentesi “agricola” a Palazzola, che lo lasciò con l’amaro in bocca, iniziò il periodo della sua vita in cui i malanni cominciarono ad affiorare creando in lui la paura di non poter far fronte alle richieste della Comunità.
Dal 1980 al 1989 tornò a Grosseto, dopodiché fu
per alcuni anni cappellano della Casa di Riposo delle FdC a Valmontone. L’esperienza di aver avuto i ladri in casa insieme alla vita solitaria, da rattaché, che doveva condurre lo portarono a chiedere di essere trasferito in una casa in cui potesse sentirsi più tranquillo, fino a quando, nel 1997 fece ritorno a Grosseto. Tuttavia, si trovò sempre più a lottare tra il desiderio di lavorare per la Comunità e la Chiesa e i condizionamenti della sua salute che lo costrinsero a ripetuti ricoveri ospedalieri e ad interventi chirurgici.
Vivendo con lui a più riprese e mettendo assieme informazioni che ogni tanto involontariamente gli sfuggivano, credo di poter dire qualcosa del suo mondo interiore, oserei dire della sua spiritualità. Esprimeva una particolare devozione alla Madonna, innanzitutto con la recita di più Rosari ogni giorno. Se non era impeditola problemi di salute, partecipava anche alla recita del Rosario in Chiesa e ci teneva tanto che, in quel momento, accondiscendeva a malincuore ala richiesta di qualche penitente.
Quando la liturgia lo permetteva, la Messa del sabato che celebrava era sempre quella della memoria della Vergine. La biblioteca personale, di cui conservava un minuzioso catalogo, conteneva una discreta raccolta di libri mariani. Era, inoltre, assiduo ascoltatore di Radio Maria, che sosteneva anche con la sua offerta, ritenendola un valido strumento di diffusione del culto mariano.
Che dire, poi, delle offerte di P. Luigi?! Ne sono venuto a conoscenza per caso e anch’esse testimoniano dei suoi interessi spirituali. Egli partecipava così a varie iniziative: l’“Aiuto alla Chiesa che soffre”, la "Costruzione del tempio in onore dello Spirito Santo a Palestrina (RM)", una confraternita del Suffragio, etc. La memoria e il culto per le anime dei defunti erano una seconda caratteristica della sua spiritualità. Nel suo confessionale ho trovato un foglietto scritto a mano contenente gli anniversari di morte dei confratelli della nostra Provincia. Come iscritto ad una confraternita del Suffragio, ogni anno offriva una delle sue Messe personali, secondo le intenzioni dell'associazione e, in queste sue Messe non mancava mai il ricordo o la dedica esplicita per le anime del purgatorio. Il senso di giustizia per i defunti per i quali gli era stato chiesto di applicare la S. Messa era così forte che aveva deciso d'impegnare la seconda delle sue Messe personali alla riparazione di eventuali omissioni. Non era un semplice scrupolo, ma il desiderio di non defraudare le anime dei defunti del bene spirituale.
Sono certo che nel momento del suo passaggio al Padre, tante anime da lui beneficate lo avranno accompagnato nel cammino verso il Padre delle misericordie e Dio di ogni consolazione.
Qualcuno dirà, leggendo queste cose, che per me P. Luigi é stato un santo. Santo? Non lo so. Ma testimone sì, forse anonimo, incompleto, ma pur sempre testimone dei valori "normali" della vita cristiana e sacerdotale. D'altronde a lui piaceva la "normalità". Borbottava quando, sentendo parlare qualcuno, si sentiva sciorinare un elenco di titoli accademici, professionali, ecc. quasi che il valore di una persona si misurasse dal numero dei titoli aggiunti a nome e cognome!
La sua esperienza di "titolato" a Migliarino Pisano, come parroco e Superiore, gli era servita per scoprire a sue spese il senso del famoso detto in latino maccheronico "Ubi deficiunt equi, trottant aselli", liberamente traducibile in "Quando mancano i cavalli si ricorre agli asini".
P. Luigi se n'é andato in un grigio e piovoso mattino di dicembre, per entrare nella luce del Sole invisibile ed eterno. Riposa in pace e prega per noi!

P. Giancarlo Silveri

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