• Ultima modifica: Lunedì 01 Ottobre 2018, 11:55:49.

P. Del Gobbo Carlo Karyanto

P. Del Gobbo Carlo Karyanto

Per quarant’anni al servizio della Chiesa Indonesiana

"Non credere, dunque, solamente agli occhi del corpo: Si vede meglio quello che è invisibile, perchè quello che è si vede con gli occhi del corpo è temporale, invece quello non si vede è eterno. E l'eterno si percepisce meglio con lo spirito e con l'intelligenza che con gli occhi".

(Dal Trattato sui Misteri di S. Ambrogio di Milano)

Verso gli anni sessanta per ragioni politiche l’Olanda ruppe le relazioni con l’Indonesia. E questo divenne un grosso problema per la Diocesi di Surabaya, perché fino a quel momento i sacerdoti che lavoravano nella Diocesi erano quasi tutti membri della Congregazione della Missione provenienti dall’Olanda.. Certamente per un certo periodo la CM olandese non avrebbe potuto inviare i confratelli come missionario nella Diocesi di Surabaya. In quel tempo a Roma si stava svolgendo il Concilio Vaticano II (1962-1965) e il Vescovo di Surabaya, Mons. J. Klooster CM, venne a Roma per seguire le riunioni del Concilio ed alloggiava al Leoniano. Un giorno il Vescovo si rivolse al Visitatore della Provincia Romana, P. Luigi Franci CM, per esporgli i problemi della Diocesi e per chiedergli se poteva inviare alcuni confratelli come missionari nella Diocesi di Surabaya. Il Visitatore avanzò la proposta ai confratelli ed i primi confratelli che accettarono questo invito furono i PP. Rolando Siveri e Carlo Del Gobbo, che partirono per l’Indonesia nel 1964. Come primo luogo di servizio fu affidata loro la Parrocchia di Rembang. Nel 1967 Padre Carlo fu trasferito a Madiun, che in quel tempo comprendeva le Provincie di Madiun. Pacitan, Ponorogo, Magetan e Ngawi. Dietro l’ispirazione di Padre Carlo e grazie alla venuta di nuovi missionari dall’Italia, la vasta zona fu divisa in quattro Parrocchie, cioe’ Madiun, Ponorogo, Magetan e Ngawi. Verso il 1974 P. Carlo fu trasferito di nuovo a Rembang; per un breve periodo fu anche Parroco di Jombang; ma nel 1980 Padre Carlo prese la decisione di dedicare il resto della sua vita alla Missione del Borneo Occidentale, che certamente aveva urgente bisogno di lavoratori zelanti e capaci. La Parrocchia di Nanga Ella e di Nanga Pinoh lo hanno avuto per molto tempo come Pastore e Padre. Il Padre Carlo ha sempre avuto due specialità: facilità nel fare amicizia con molte persone e abilità nel campo tecnico. E Padre Carlo le ha sempre usate per il progresso della Chiesa e per portare aiuto ai poveri. A Madiun, insieme ad alcuni amici, mise su una radio trasmittente, la Radio Gabriel, che fu utilizzata per curare la fede della popolazione cattolica e per dare saggi indirizzi alla popolazione in genere. A Nanga Ella rimase colpito nel constatare il modo di coltivare il riso usato dagli abitanti del Borneo, i Dayak: Ogni stagione cambiano luogo di coltivazione; tagliano gli alberi di una parte della selva e seminano il riso; l’anno seguente tagliano un’altra parte della selva e ne fanno una risaia, e così di seguito ogni anno. Il Padre Carlo aveva constatato a Giava che con le risaie permanenti il risultato era infinitamente migliore e perciò cercò in tutti i modi di insegnare ai Dayak il sistema della risaie permanenti. A Nanga Pinoh il Padre Carlo ideò il Perboyre Center, dove i giovani dei villaggi vengono raccolti per essere esercitati in vari campi della tecnica, soprattutto nel campo dei motori, in modo che in seguito abbiano modo di trovare lavoro e guadagnare quanto e’ necessario per la vita. Nello stesso Perboyre Center i catechisti e i responsabili delle stazioni missionarie vengono riuniti per ricevere una formazione più completa, in modo che siano in grado di coltivare la fede della popolazione cattolica, che nel Borneo Occidentale e’ molto numerosa. Un’altra idea geniale del Padre Carlo si riferisce alla cura dei malati. Gli abitanti dei villaggi, se hanno qualche malattia, naturalmente si fanno curare negli ospedali della zona. Ma la cura della malattia deve essere continuata a casa, con le medicine prescritte dal dottore, il che e’ impossibile, data la situazione dei villaggi. Perciò nel Perboyre Center e’ stato costruito una specie di ‘ospedale’, dove pazienti usciti dal vero ospedale sono trattenuti per continuare la cura stabilita dal dottore. Nel Borneo il P. Carlo ha lavorato sempre insieme a vari missionari giovani, soprattutto in questi ultimi anni. E per loro la perdita del P. Carlo e’ stato un duro colpo, perché erano abituati a guardare il P. Carlo come un vero Padre, sempre pronto a sostenerli nelle tante difficoltà. Per ricordare il P. Carlo e pregare per lui é stata celebrate una Messa a Surabaya, nella Chiesa attigua alla Casa Provinciale della CM, nell’ottavo giorno dalla sua scomparsa, il 20 di questo mese; invece nel quarantesimo giorno la Messa sarà celebrate a Madiun, il 20 di Agosto. Padre Carlo, per quarant’anni hai lavorato per la Chiesa dell’Indonesia. Anzi fin dall’inizio del tuo servizio hai deciso di lasciare la tua cittadinanza italiana per prendere la cittadinanza indonesiana. Il tuo stesso nome, Del Gobbo, lo hai abbandonato per essere chiamato con un nome indonesiano, Karyanto, come segno che il tuo cuore era pienamente in mezzo alla popolazione indonesiana. Siamo sicuri che dal cielo continuerai a ricordarti di tutti noi; pregherai ancora per noi, per la Chiesa e la popolazione indonesiana. 

a cura di P. Silvano Ponticelli

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