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P. Carlo Riccardi

P. Carlo Riccardi

E’ nato a Piacenza il 6 gennaio 1923 da Raffaele e Pedrini Maria.
Ha compiuto gli studi ginnasiali presso la nostra Scuola Apostolica di Roma dal 1933 al 1938.
Ha fatto il seminario interno a Siena iniziato il 31 agosto 1938 ed ha emesso i voti il 25 gennaio 1941.
Ha frequentato il Liceo e la Teologia al Collegio Alberoni di Piacenza dal 1939 al 1946 e ha conseguito la laurea in Teologia presso l’Angelicum nel 1948.
E’ stato ordinato sacerdote a Piacenza il 16 marzo 1946.
Ha svolto il ministero nelle seguenti case:
Collegio Alberoni, direttore di camerata e insegnante nel 1948 e nel 1953;
ha insegnato filosofia a Genova nel Brignole Sale nel 1950-51; deceduto il 27 – aprile - 2006, apparteneva alla Casa Canonica di SIENA

P R O F I L O:

Il nome di P. Carlo Riccardi è iscritto nella storia della nostra Comunità, per i suoi studi vincenziani, di cui ha reso conto in numerose pubblicazioni : preziose fonti di consultazione, tanto più apprezzabili da chi ha conosciuto le sue precarie condizioni di salute che lo costringevano a lunghi periodi di incresciosa inattività. Difatti, per predisposizione caratteriale, aggravata (a volte) da eccessivo impegno nello studio, insieme a particolari circostanze della sua vita, egli ha sofferto periodi di forte depressione, fino a concepire talora propositi estremi, tanto da allarmare i confratelli e a spingere superiori improvvidi a ricoveri forzati e sconsiderati in luoghi di cura; lui ne soffrì a lungo, ma mai rivelò rancore, non solo per l’affetto dell’ elettroshock subito, ma anche per la sua innata bontà e delicatezza. Riccardi sentiva un vivo bisogno di comprensione e di amicizia; quando ne era soddisfatto (piuttosto raramente, per quell’andazzo tipico delle Comunità che fa essere “ estranei “ gli uni agli altri e genera l’individualismo, nonostante le buone intenzioni), si attenuavano fino a scomparire i suoi disagi e ritornava la sua serenità e signorilità relazionale. Cosa non compresa da quei superiori e da molti della Comunità.

Si è detto dell’impegno nello studio, nel quale si distingueva tra i suoi compagni di corso e otteneva sempre ottimi risultati in tutto il suo curriculum, dal ginnasio nella nostra Scuola Apostolica di Roma al liceo iniziato a Siena e completato al Collegio Alberoni, seguito ivi dal corso filosofico e teologico fino al sacerdozio (1946, a soli 23 anni ). Questo impegno e il sicuro possesso della materia e il metodo acquisito nel corso teologico gli permisero di laurearsi in teologia dogmatica su un tema vincenziano, in appena due anni. Si laureò all’ Angelicum di Roma, oggi Università S. Tommaso, a indirizzo tomista nel giugno 1948, negli stessi giorni del suo “collega” don Karol Woityla, futuro Papa Giovanni II : “ solidarietà “ mai evidenziata dal Riccardi : tanta era la sua umiltà. Di questa fretta e del risultato brillante, frutto di impegno assillante, come era nel suo carattere, pagò lo scotto qualche giorno dopo: riscontrata una grave forma di tubercolosi, fu subito ricoverato in sanatori, prima presso il Lago Maggiore e poi nelle Prealpi. Tornò al lavoro dopo molti mesi, ma con sempre fastidi che ne debilitavano ulteriormente la salute, ma egli seppe reagire e continuò a donarsi indefessamente all’apostolato e allo studio. Lo studio lo distraeva dalle ricorrenti minacce di depressione e gli permetteva risultati encomiabili, testimoniati da quanti conoscono le sue numerose pubblicazioni . Ne riporto qui l’elenco completo:

  1. Opere vincenziane: S. Vincenzo De’ Paoli, Perfezione evangelica – Tutto il pensiero del Santo esposto con le sue parole ( Roma, Ed. Vincenziane, 1964, terza ed. 1990) ; Il servizio dei poveri nell’insegnamento di S. Vincenzo De’ Paoli ( ib. 1965 ); Breviario vincenziano: una pagina al giorno dall’epistolario di S. Vincenzo De’ Paoli ( ib. 1992 ); Spiritualità vincenziana ( ib. 1998 ); Nella Chiesa al servizio dei poveri – tutto il pensiero di S. Luisa de Marillac esposto con le sue parole ( ib. 1978 ); articoli su Annali della Missione e su Annali della carità.
  2. Opere cateriniane: Il messaggio di S. Caterina da Siena dottore della Chiesa – Tutto il pensiero della vergine senese esposto con le sue parole ridotte a forma moderna ( ed. Vincenziane, 1970, terza ed. 1988 ); le preghiere di S. Caterina da Siena (ib. 1971, sec. ed. 1992); Il pensiero filosofico e mistico di S. Caterina da Siena ( ed. Cantagalli, Siena, 1994 ); Maria Santissima nella vita e nel pensiero di S. Caterina da Siena ( ib. 1996 ); Breviario cateriniano ( ib. 1996 ); Il volto del Padre nel “ dialogo cateriniano “ – Breve saggio di teologia trinitaria ( ib. 1999 ) ; Il sangue di Cristo nell’insegnamento di S. Caterina da Siena ( ib. 1999) ; Per una migliore conoscenza di S. Caterina da Siena (ib. 2003 ); Caterina da Siena e l’ Eucarestia ( ib. 2003 ) ; in preparazione saggio su “ Caterina da Siena e le Crociate “ ( aveva scritto l’introduzione storico – critica e raccolto due lettere ).

Riccardi, scrittore prolifico, apprezzava sempre gli scritti dei confratelli, dimostrandoglielo oralmente o per lettera : cosa rara negli scrittori, normale in quelli umili.
I grossi volumi che raccolgono tutto il pensiero dei tre Santi, sistemato in una visione globale con criteri scientifici, di cui rende conto nelle introduzioni, e da cui risulta il quadro completo della loro dottrina e spiritualità, lo impegnarono a lungo e ne fu ripagato col largo e lungo successo. Dopo la raccolta del materiale ebbe cura di rielaborare la lingua rendendola chiara e accessibile ai nostri contemporanei. In questa opera faticosa e delicata spicca la modernizzazione della lingua senese del ‘300 di S. Caterina, operazione che potrà dispiacere ai filologi, ma che si è rivelata di grande utilità pratica: si è saputo che il libro è usato per la meditazione dalle Suore Domenicane d’Italia. Notevoli per dottrina le introduzioni personali in questi libri, l’acribia delle note e gli indici analitici. Gli è stata rimproverata la mancanza del nome, sostituito col generico “ un prete della Missione” ; compreso l’inconveniente, ha poi seguito l’uso comune.

Tutta la sua vasta cultura, nutrita anche dal gusto e dalla pratica letteraria attraverso letture degli autori classici e moderni italiani e stranieri, egli ha donato, senza farne mai sfoggio, nelle varie attività pastorali : missioni popolari, Ritiri al Clero e alle Suore, ministero parrocchiale, direzione spirituale nei seminari, direzione di Camerata al Collegio Alberoni ( 1948 ), e, naturalmente, nell’insegnamento. Ha insegnato diverse materie: teologia al Collegio Alberoni nel 1948 e nel 1953, filosofia al Collegio Brignole – Sale di Genova nel 1950 – 51, storia e geografia al ginnasio di Casa Pia nel 1951 – 52 e nel 1954, matematica dal 1955 all’inizio del 1958, sostituito allora dal P. Carlo Del Gobbo. Si noti la limitata attività di insegnante, dovuta alla malferma salute e contro la sua volontà, sempre protesa al servizio; lo stesso inconveniente spiega il frequente cambiamento di residenza per trovarsi a suo agio. Rimase invece più a lungo nel ministero parrocchiale, certamente per la varietà degli interessi e il contatto con tanta gente e l’esperienza di tanta amicizia. Nella parrocchia di Grosseto prestò servizio per complessivi 11 anni, in due periodi, in cui ebbe anche l’incarico di cappellano della chiesa della Medaglia Miracolosa, sita nell’ambito parrocchiale, e della Clinica Francini: dovunque apprezzato e ancor oggi ricordato dopo 21 anni di assenza. Riprese il ministero parrocchiale nel 1989 nella piccola parrocchia fondata da P. Tito Peparaio presso la stazione di Castelnuovo Berardenga ( Siena ) e lo condusse fino all’estremo limite delle sue forze, quando dovette abbandonare ogni ministero sacerdotale, e, negli ultimi mesi, anche la celebrazione della Messa. Negli ultimi 20 anni a Siena si è dedicato amorevolmente all’assistenza spirituale delle Figlie della Carità nella infermeria provinciale, con l’assidua presenza nei pomeriggi.
Aggravandosi il suo stato fisico, ha passato gli ultimi mesi nella completa inattività, chiuso in se stesso, fiducioso solamente in Dio e nella Madonna, che tanto amava.

E’ morto piamente nella Casa Pia di Siena il 27 aprile a 83 anni, 67 di vocazione vincenziana, 59 di sacerdozio. Servo fedele e giusto, avrà già ricevuto la ricompensa della sua lunga donazione a Dio e alla Comunità vincenziana.
Alle esequie, presenti la sorella e il fratello, numerose Figlie della Carità e gli ospiti del Pavone, concelebrate da tutti i fratelli della Casa e da altri venuti da fuori e dal Vicario episcopale per i religiosi, è stato comunicato il testamento spirituale, che ha impressionato tutti per la sua fede e l’amore a Dio e alla Comunità. Ne riporto la parte essenziale a comune edificazione : dopo aver affermato di non possedere nulla personalmente come membro della Congregazione della Missione ed espresso il desiderio di consegnare alla sorella Lucia la pergamena che lo dichiara “ Caterinato d’onore “ e al fratello Achille la statuetta del premio “ S. Caterina d’oro “, dichiara “ d’aver cercato sempre di vivere in conformità con la mia fede cattolica e secondo le regole e i voti emessi nella Congregazione della Missione".
Confido nella misericordia del Signore e nei suffragi della Chiesa e mi raccomando alla preghiera dei confratelli “ ( Siena 1991 ).
Nel 1992 aggiunge un poscritto: “ Aggiungo il desiderio di essere seppellito nella nuda terra dalla quale sono stato tratto e dalla quale voglio ritornare in attesa della risurrezione finale “. ( Decisione dettata da semplicità e umiltà vissute alla scuola di S. Vincenzo ).
La famiglia ha scelto come luogo della sepoltura il cimitero di S. Lazzaro Alberoni, sito di fronte al Collegio Alberoni dove egli ha studiato e dove ha servito per alcuni anni del suo sacerdozio; seppellito nella “nuda terra” in conformità al suo desiderio.
Finalmente riposa dalle “ sue fatiche, seguito dalle sue opere “ ( Apc 14,13 ) : “ cesti di dolore e grappoli d’amore “ ; accolto al cospetto del Signore ( si può pensare ) da S. Vincenzo e S. Caterina, da lui tanto amati e fatti amare.

D. Gaetano Calenne, C.M.
Grosseto, 09 maggio 2006

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