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P. EdgardoFei C.M.

P. EdgardoFei C.M.

"Vi assicuro, signori, che mi sembrava di vedere su quel volto qualche cosa di luminoso che mi rivelava come Dio risiedesse in quell'anima sofferente. Pensate quanto questo stato sia gradito a Dio, se il suo Figliuolo volle che tutte le azioni sante ed eroiche, praticate nel corso della sua vita, fossero coronate dai patimenti! Ciò che egli fece morendo per tutti gli uomini. Oh! quale felice condizione è quella di soffrire per Iddio!" (SV Conf. 169)

P. EDGARDO FEI ( SIENA, 14. 05. 1913 – 18. 07. 2007 )

STUDI
Ginnasio: 1924 – 1929 Siena (1-4) Roma (5)
Liceo:1931-1934 a Piacenza (Collegio Alberoni)
Teologia:1934- 1939 a Piacenza (Collegio Alberoni)
Laurea in LETTERE - (Università Cattolica di Milano) (1942)

CASE E MINISTERO
1939 - PIACENZA – Collegio Alberoni: Professore
1949 - PIACENZA – Collegio Alberoni: Assistente – Professore
1956 - ROMA – Collegio Leoniano: Segret. Prov. – Dir. Convitto- Dir. Annali Miss.
1961 - 62 - SIENA – Casa Pia: Assistente e Professore
1963 - SIENA – Casa Pia: ViceAssistente
1965 - SIENA – Casa Pia: Professore Ital. Pontif. Sem. Regionale
1967 - SIENA – Casa Pia: Ministeri Vari FdC
1969 - PIACENZA – Collegio Alberoni: Vice Direttore “Divus Thomas”
1977 - ROMA – Lunghezza: Aiuto in Parrocchia
1981 - ROMA – Lunghezza: Superiore
1982 - ROMA – Pineta Sacchetti: Cappellano Casa Prov. FdC

PROFILO

Se è vero che lo studio allunga la vita, come dice qualcuno, P. Fei ne è la dimostrazione pratica: è morto a 94 anni,superando di molto i tre suoi fratelli, deceduti prima di lui. Lettore instancabile fino alla fine della vita e “ divoratore” di libri e riviste, italiani e stranieri, dotato di insaziabile “curiositas “ e di ottima memoria, si era acquistato un patrimonio straordinario di erudizione nelle scienze umane, particolarmente in campo letterario.
Questa erudizione poteva tradursi in cultura brillante, se fosse stata rielaborata e personalizzata in scienza stabile e sicura in ogni caso: difficilmente P. Fei presentava, anche richiesto, una opinione del tutto personale, avendo bisogno di appoggiarsi a delle “ auctoritates “. Questa instabilità di pensiero danneggiava alquanto il suo insegnamento e la resa e la tranquillità dei suoi alunni.
Laureato in lettere alla Università Cattolica di Milano ( 1942 ), fino agli anni 60 del secolo scorso si è dedicato all’insegnamento di italiano e latino prima agli alunni del Collegio Alberoni (1939 – 1956) e poi ai ginnasiali della nostra Scuola Apostolica di Siena (1961 – 1967 ), a cui aggiunse per un breve tempo la lingua francese; nell’anno 1965 – 66 insegnò anche nel liceo del Seminario Pontificio Regionale di Siena. Le sue conoscenze letterarie e linguistiche ( oltre all’italiano e latino, padroneggiava discretamente anche il greco, il francese e il tedesco, di cui faceva dono a che ricorreva a lui) ne facevano un insegnante poliedrico e apprezzato. Gli alunni più dotati e impegnati riconoscono di averne ricevuto una scienza solida, frutto della severità e del rigore d’insegnamento; da queste stesse qualità altri erano intimoriti e avevano bisogno del sostegno di altri confratelli, soprattutto durante le vacanze estive, per raggiungere la sufficienza. Gli nuoceva quel certo autoritarismo e distacco dai discepoli che si chiama “ sindrome cattedratica”, atteggiamento non raro negli insegnanti, che trasforma l’uomo in dominatore: difetto giovanile di cui P. Fei in seguito si è liberato.
Fuori dalla scuola, infatti, P. Fei dimostrava grande umanità, riconosciuta da tutti, anche dagli alunni più distaccati. Ne fanno fede le innumerevoli persone che ne hanno avuto contatto per qualsiasi occasione, e più quelle che ne hanno sperimentato da vicino la sua accoglienza, il suo interessamento alle vicende personali degli altri,fossero pure conosciuti in contatti sporadici: tutti ricordati a lungo. Particolarmente la famiglia vincenziane, confratelli e Figlie della Carità delle Province di Siena e di Roma, ha beneficiato della sua amicizia. P. Fei ha amato molto la sua famiglia: era attaccato al padre, venuto a Siena dal Lazio assieme alla moglie, come guardia carceraria: uomo paziente nel lavoro e in famiglia; attaccatissimo alla madre con atteggiamenti delicati da intenerire i confratelli e spingerli alla stessa venerazione, tanto che qualcuno diceva che quella era la madre della Comunità. Amava i fratelli, i nipoti e pronipoti che lo ricambiavano con lo stesso affetto. Era una famiglia profondamente cristiana: in quel clima nacque la vocazione vincenziana e sacerdotale di Edgardo.
Frequentò il ginnasio in parte a Siena e concluso nella Scuola Apostolica di Roma( nella sede estiva di Zagarolo si conservarono a lungo le quinte e gli scenari del teatro dipinti da lui ); dopo il noviziato passò al Collegio Alberoni per gli studi filosofici e teologici (1931 – 39); ordinato sacerdote nel 1938, rimase in Collegio fino alla fine del suo insegnamento liceale (1956).
In questo profilo mi sono soffermato sul suo insegnamento, la parte più rilevante della sua attività; ma P. Fei ha spaziato in altri campi della “ missione vincenziana”. Già durante gli anni d’insegnamento era sempre pronto a prestare il suo servizio nella predicazione e nella pastorale parrocchiale, a Piacenza come a Siena; preparato come era nei vari argomenti, accontentava senza indugio sacerdoti e superiori. Molti confratelli “ addetti ai lavori” erano ammirati della sua preparazione remota e dello svolgimento dignitoso dei vari servizi.
Elenco qui i servizi resi da P. Fei nella sua vita sacerdotale a Piacenza, Siena e Roma. Dal 1949 al 1956 è Assistente del Collegio Alberoni; nel 1956, trasferito al Collegio Leoniano come segretario provinciale e direttore del Convitto ecclesiastico, prende anche la direzione degli Annali della Missione fino al 1961, quando ritorna a Siena come assistente della casa e insegnante nella Scuola Apostolica fino al 1967. Dopo l’esaurimento della Scuola Apostolica (1967), resta a Siena addetto ai vari ministeri fino al 1969, quando ritorna al Collegio Alberoni come vice direttore del Divus Thomas e insegnante di aggiornamenti culturali fino al 1977 senza mai tralasciare i soliti ministeri. Passato alla nostra parrocchia di Lunghezza nella periferia est di Roma (1977 ) come vice parroco, vi assume la carica di parroco e superiore nel 1981. Nel 1982, riconsegnata la parrocchia alla Diocesi di Roma, passa alla casa centrale delle Figlie della Carità della Provincia di Roma alla Pineta Sacchetti come cappellano, carica ultima del suo sacerdozio; vi rimane fino al 2006, quando è ricoverato all’infermeria di Siena per grave e incurabile malattia. Infortunatosi al femore nei primi giorni di luglio 2007 e operato all’ospedale locale, vi muore per complicazioni polmonare il 18.
In tutte queste vicende P. Fei è rimasto generoso nella sua dedizione di sacerdote e di studioso, ricevendone riconoscenza e amicizia, evidenziate durante le esequie nella Casa Pia dai numerosi confratelli venuti da diverse case a concelebrare col P. Visitatore, dal folto gruppo di Figlie della Carità di Siena e di Roma, dai singoli laici a lui legati, e da tutti i suoi familiari.
Si è allora confermato quanto riferito in questo scritto: P. Fei non si è mai risparmiato nel dare il meglio di sé nella scuola e nel ministero sacerdotale, come “servo buono e fedele “ della vigna del Signore.

D.

Gaetano Calenne C. M.
Grosseto 23 luglio 2007

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