• Ultima modifica: Lunedì 01 Ottobre 2018, 11:55:49.

Parte Seconda

Mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

Il Messaggio dell'Immacolata a Parigi (1830)

Seconda Parte

LE APPARIZIONI DELL'IMMACOLATA E LA MEDAGLIA MIRACOLOSA

  1. "ECCO LA MADONNA!"

La prima apparizione che doveva preparare suor Caterina alla sua futura missione, ebbe luogo nella notte fra il 18 e il 19 luglio 1830. Nella relazione che il suo confessore le chiese di stendere, lei così rac­contò: "Venne la festa di San Vincenzo. Alla vigilia la nostra buona Madre Marta (maestra delle novi­zie) ci fece un'istruzione sulla devozione ai Santi e anche una istruzione sulla devozione alla SS. Vergine. Io quella sera mi sono coricata con il pensiero che in quella notte avrei visto la mia Buona Madre. Era tanto che desideravo vederla! Finalmente mi addormentai con questo pensiero, certa che San Vincenzo mi avrebbe ottenuto la grazia di vedere la SS. Vergine. Verso le 11,30 di notte mi sento chia­mare per nome: "Suor Labouré, suor Labouré, suor Labouré!". Mi sveglio e guardo dal lato dove veniva la voce. Tiro la tenda (che circonda i letti nei dor­mitori delle suore) e vedo un bambino di quattro o cinque anni, tutto vestito di bianco, (suor Caterina ha pensato che fosse il suo Angelo Custode) che mi dice: "Alzati in fretta e vieni in Cappella. La Madonna ti aspetta". Mi sentiranno - pensai - e il bambino, rispondendo al mio pensiero, risponde: "Sta tranquilla, sono le 11,30 e tutte dormono profondamente. Vieni, io ti aspetto... Allora mi vestii in tutta fretta e mi diressi verso il bambino che era rimasto in piedi a capo del letto, senza avanzare. Egli mi seguì, o meglio, io lo se­guii, avendolo sempre alla mia sinistra. Egli era circondato di raggi che illuminavano tutto intorno. Lungo il nostro cammino anche le lu­ci erano tutte accese, il che mi meravigliava grande­mente. La mia sorpresa crebbe quando, giunti alla porta della Cappella, questa si aprì appena il bam­bino l'ebbe toccata con la punta di un dito. La mia meraviglia fu al colmo quando, entrata in Cappella, vidi tutte le candele e le lampade accese, come alla Messa di Mezzanotte (di Natale). Ma la Madonna non c'era. Il bambino allora mi condusse nel presbi­terio, vicino alla poltrona che usava il nostro Direttore e là mi sono inginocchiata, mentre il bambino restò sempre in piedi. Intanto il tempo passava. Finalmente egli mi disse: "Ecco la Madonna! Eccola!".

Impegno: Ricordiamoci più spesso del nostro Angelo Custode e preghiamolo perché ci insegni ad amare di più e ad imitare la Madonna nelle sue virtù.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. "IL BUON DIO VUOLE AFFIDARTI UNA MISSIONE"

Santa Caterina continua il suo racconto: "Nello stesso tempo sentii come un fruscio di vesti di seta venire dalla parte della tribuna, presso il quadro di San Giuseppe e vidi la Vergine venire a sedersi sui gradini dell'altare, dal lato del Vangelo. Il bambino era sempre là e mi ripetè: "Ecco la S. Vergine"' Non mi è possibile esprimere ciò che provai e ciò che passò dentro di me in quel momento... Allora alzai gli occhi in volto alla Vergine, feci un salto e mi gettai in ginocchio sui gradini dell'altare, appog­giando le mie mani sulle sue ginocchia. Quello fu il momento più dolce della mia vita. Mi è impossibile esprimere tutto quel che provai. La Madonna mi disse: "Figlia mia, il buon Dio vuol affidarti una missione. Sarai contraddetta, ma non temere, sarai sostenuta dalla grazia. Tu rendi conto di tutto con confidenza e semplicità: abbi fiducia, non temere". La Vergine mi insegnò come comportarmi con il mio direttore spirituale e molte altre cose. La Santa Vergine aveva l'aria molto afflitta parlando dei tem­pi difficili che attraversava la Francia e il mondo intero, aggiungendo: "Ma venite ai piedi di questo altare: qui le grazie saranno sparse su tutte le per­sone, saranno sparse sui grandi e sui piccoli". Mi insegnò anche il modo di comportarmi nelle mie pene future, cioè mi invitò ad andare ai piedi del­l'altare e ad effondere lì il mio cuore. Là, diceva la Vergine, avrei ricevuto tutte le consolazioni di cui avrei avuto bisogno. Non so quanto tempo sia rimasta presso di lei, ma ad un certo punto scomparve ed io non vidi più che qualcosa che si spegneva, infine un'ombra che si dirigeva dalla parte della tribuna donde era venu­ta. Allora mi alzai dai gradini dell'altare e scorsi di nuovo il fanciullo nel luogo dove l'avevo lasciato, questi mi disse: "È andata via". Rifacemmo così lo stesso cammino, sempre tutto illuminato, con il bambino sempre alla mia sinistra. Credo che egli fosse il mio angelo custode che si era reso visibile per farmi vedere la S. Vergine, perché io l'avevo molto pregato affinché mi ottenesse questo favore. Ritornata nel mio letto sentii' suonare le due del mattino e non potei più riprendere sonno".

Impegno: Con tanta fede e tanto amore, spiritualmente appoggiamo anche noi le mani sulle ginocchia di Maria: parliamole di tutto e cerchiamo di far silenzio per ascol­tare la sua voce, le sue raccomandazioni. i suoi deside­ri...

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, pega per noi che ri­corriamo a te.

  1. IL MESSAGGIO DELLA VERGINE

La seconda apparizione è la più importante: in essa la Madonna affida a Santa Caterina Labouré il messaggio da trasmettere al mondo. "O Maria che sei assisa presso Dio, ascolta le mie preghiere. È per te e per la tua maggior gloria che io ti prego di illuminarmi e di darmi la forza e il coraggio di agire". Dopo questa umile invocazione alla Vergine, la Santa così riferisce: "Il 27 novembre 1830, che ca­deva il sabato precedente la prima domenica di Avvento, alle cinque e mezzo di sera, qualche minu­to dopo la meditazione, nel gran silenzio, mi sem­brò di udire dal lato della tribuna presso il quadro di San Giuseppe, un rumore simile al fruscio di una veste di seta. Alzai il capo e, guardando da quel la­to, vidi la Vergine all'altezza del quadro di San Giuseppe. Era di statura media, in piedi, vestita di bianco, con una veste di seta di colore bianco aurora, fatta, come si dice "alla vergine", le maniche lisce e un ve­lo, pure bianco, che le scendeva fino a terra. Sotto il velo vedevo i capelli divisi nel mezzo, su di essi posava una trina di circa tre centimetri che lasciava il volto scoperto. I piedi poggiavano su di un globo del quale vedevo solo la metà e sotto i suoi piedi aveva un serpente verdastro chiazzato di gial­lo. Teneva le mani all'altezza del petto, in un atteg­giamento grazioso e fra le mani aveva un altro glo­bo d'oro sormontato da una crocetta d'oro in atto di offrirlo a Dio; gli occhi della Madonna erano rivolti verso il cielo... ed era di una bellezza indescrivibile. Ed ecco, ad un tratto, vidi degli anelli alle sue di­ta nei quali erano incastonate pietre preziose, le une più belle delle altre, alcune più grandi, altre più piccole, che emettevano raggi più belli gli uni degli altri. Dalle pietre più grandi uscivano raggi più grandi che andavano sempre più allargandosi, in modo da coprire tutto il basso, tanto che io non ve­devo più i suoi piedi". La prima parte di questa apparizione, bellissima, è tutta immersa nel silenzio!

Impegno: Fermiamoci anche noi a contemplare nello spirito questa stupenda visione e lasciamoci illuminare da questa luce celeste che ha il potere di trasfigurare tutta la nostra vita.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te

  1. "FA CONIARE UNA MEDAGLIA SU QUESTO MODELLO"

Dopo aver preparato con la visione della bellezza e con la solennità del silenzio l'anima di suor Caterina, la visione cambia, scompare il globo d'oro e la Vergine, abbassando gli occhi verso di lei, final­mente le parla. La Santa continua il suo racconto: "Mentre la contemplavo, la SS. Vergine abbassò gli occhi su di me ed io udii una voce dirmi: "Questo globo rappresenta il mondo intero e ogni anima in particolare...". A questo punto non posso esprimere ciò che pro­vai e ciò che vidi, cioè la bellezza e lo splendore di quei raggi così belli. "Essi sono il simbolo delle gra­zie che spando sulle persone che me le domandano Mi fece comprcndere quanto è dolce pregare la Madonna, quanto generosa ella sia con le persone che la pregano e quale gioia provi nell'accordare le sue grazie: "Le pietre che non emanano luce sono il simbolo delle grazie che non mi domandano". In quel momento non so se ero o non ero... gode­vo. A questo punto si è formata come una cornice attorno alla SS. Vergine, composta da queste paro­le: "O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te" scritte in lettere d'oro. Poi si fece udire una voce che mi disse: "Fa coniare una Medaglia su questo modello. Tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie. Le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia". A questo punto mi parve che il quadro girasse su se stesso e vidi il rovescio della Medaglia. Preoccupata di sapere ciò che si dovesse scrivere sul rovescio della Medaglia, dopo molte preghiere, un giorno, nella meditazione, mi è sembrato di udi­re una voce che mi diceva: "La M, la Croce e i due Cuori dicono abbastanza". Nelle sue relazioni la Santa non accenna alle dodici stelle che circondano il monogramma di Maria, tuttavia sono state sem­pre presenti fin dalla prima coniazione della Medaglia e perciò approvate da santa Caterina. È certo quindi che questa indicazione sia stata data oralmente da lei al padre Aladel, al momento delle apparizioni o poco più tardi.

Impegno: Portiamo con amore e riconoscenza la nostra Medaglia e, se non l'abbiamo, procuriamocene una per noi e i nostri cari, lodando la Vergine per questo grande dono.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. "SONO STATA UN SEMPLICE STRUMENTO"

Il padre Aladel, confessore di suor Caterina, rice­veva con attenzione le relazioni della giovane suora, ma mostrava di accoglierle con indifferenza e an­che con una certa severità. Certamente per mettere alla prova la veridicità di quelle apparizioni, proibì perfino a suor Caterina di prestarvi fede. Doveva di­menticare e non pensarci più. La Santa per obbe­dienza cercò di seguire l'ordine del suo confessore, come lo stesso padre Aladel conferma, ma non era facile. La buona volontà non riusciva a cancellare dal cuore della messaggera di Maria il ricordo di quanto aveva visto. L'immagine della Vergine, le pa­role che aveva udito non lasciavano mai suor Caterina: più il tempo passava e più lei era convinta di aver visto la Vergine e di rivederla ancora! Infatti, nel mese di dicembre di quello stesso an­no (1830 ) ebbe luogo una nuova apparizione, simi­le a quella del mese precedente, alla stessa ora, du­rante la meditazione della sera, nella stessa Cappella, con una sola piccola differenza: la Madonna apparve non all'altezza del quadro di San Giuseppe, come prima, ma "presso il Tabernacolo, dietro l'altare". Questa terza apparizione confermò le prime e questa è la relazione della Santa che riceve ancora l'ordine di far coniare la Medaglia secondo il mo­dello indicato: "Dirle ciò che ho provato nel mo­mento in cui la Santa Vergine offriva il globo a Nostro Signore è impossibile esprimerglielo, come pure quel che ho provato nel contemplarla! Oh co­me sarà bello sentir dire: "Maria è Regina dell'Universo e Regina di ogni persona in particola­re! Quello sarà un tempo di pace, di gioia e di feli­cità che durerà a lungo". Maria Immacolata, così, per dare al mondo la sua Medaglia, ha scelto la semplicità e la debolezza di una giovane novizia, la sua umiltà e il suo na­scondimento. E suor Caterina, alla fine della sua vi­ta, così dirà alla sua superiora: "Io privilegiata? Oh, non sono stata che un semplice strumento! Non è per me che la Madonna è apparsa: io non sapevo niente, non sapevo nemmeno scrivere, prima di en­trare in Comunità, ed è per questo che la SS. Vergine ha scelto me, affinché non si possa avere alcun dubbio".

Impegno: Cerchiamo di passare un po' di tempo in Chiesa, vicino al Tabernacolo, chiedendo a Gesù e a Maria di farci capire e accogliere con amore e fiducia i disegni di Dio sulla nostra vita.

Ave Maria... O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

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