• Ultima modifica: Martedì 01 Maggio 2018, 16:32:30.

Parte Quarta

Mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

Il Messaggio dell'Immacolata a Parigi (1830)

Quarta Parte

IL SIMBOLISMO E IL MESSAGGIO DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

  1. MANI APERTE VERSO IL MONDO

Con la sua Medaglia la Vergine offre ad ogni suo figlio un semplice e profondo "chatechismo" da stu­diare, da meditare e da mettere in pratica. Infatti, nella Medaglia, è racchiusa la storia dell'uma­nità e il piano divino di salvezza che passa attra­verso il Cuore Immacolato di Maria. Guardiamo e meditiamo la parte anteriore della Medaglia: dopo aver descritto il vestito di seta, co­br bianco aurora, a maniche lissce e con taglio "alla vergine" e il velo bianco che scendeva fino ai piedi, Maria appare come la "Donna vestita di sole" dell'Apocalisse. Suor Caterina non si sofferma a de­scrivere il volto della Vergine, tanto era presa dalla sua bellezza da non riuscire ad esprimerla a parole, ma, se non ha parlato di quel volto splendido e inaccessibile, ha ben descritto le mani della Madonna e ha detto che le braccia della Vergine, dopo che il globo era scomparso, si sono distese e le mani si sono aperte verso il mondo. La Medaglia Miracolosa è proprio caratterizzata da questa apertura delle mani di Maria verso ognuno di noi. Questo gesto delle mani aperte è quello dell'ac­coglienza e più precisamente della compiacenza, è il gesto di chi lascia cadere lo scettro per dare alle sue mani offerte il significato dell'indulgenza, della bontà e dell'amore. Le mani aperte di Maria parla­no di dono, di offerta e attendono la gratitudine da noi. Le due mani sono ugualmente distese e questo indica il dono totale: quello che Maria fa di se stes­sa a chi ricorre a lei con fiducia e amore di figlio. Ogni dito è ricoperto da tre anelli ornati di pie­tre preziose dalle quali partono raggi di luce. Il sim­bolo degli anelli è evidente: sono le grazie preziose per la salvezza che Dio ha messo nelle mani di Maria. Gli anelli sono quindici e molti vi hanno visto il simbolo dei misteri del Rosario. Il Rosario avrebbe quindi nel messaggio della Medaglia una grande importanza. La Vergine ama tanto il Rosario che se ne riveste come di un ornamento ed è tale l'efficacia del Rosario che fa sprigionare dalle mani di Maria una immensa pioggia di grazie! Ma non tutti gli anelli splendono. Maria dice a Santa Caterina che quegli anelli senza raggi rappre­sentano le grazie che nessuno le chiede. Quanta gente non prega, non ha più fede, si ritiene autosuf­ficiente e crede solo in se stessa e nelle proprie pos­sibilità, dimenticando l'amore del Padre Celeste e quello di questa tenera Madre! I piedi della Madonna, coperti dai raggi, poggiano sul globo, che si vede solo a metà, e rappresenta il mondo insidia­to dal serpente sul quale però trionfa la Vergine Maria. A far corona a questa immagine celeste, scritta a lettere d'oro, si vede la breve preghiera in­segnata dalla Madonna ai suoi figli: "O Maria con­cepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!".

Impegno: Fermiamoci a guardare e a meditare questo la­to della Medaglia e chiediamo a Maria di farci cogliere l'essenza del suo messaggio.  

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. MADRE NOSTRA SPIRITUALE

Medaglia MiracolosaQual è il messaggio spirituale che emerge dal la­to principale della Medaglia Miracolosa? Forse non esiste rappresentazione più efficace e più commo­vente della Maternità Spirituale di Maria. In quel­le mani verginali, che profumàno di Dio, cariche di grazie, non più alzate verso il Signore, in preghiera, ma maternamente distese e aperte verso gli uomini, verso i suoi figli, noi vediamo la Madre, colei che sul Calvario ci ha presi per figli e che non ci abban­dona mai, non ci dimentica mai, non smette un mo­mento di pensare a noi e di procurarci ogni bene necessario alla nostra salvezza, alla nostra crescita spirituale e alla nostra gioia. È lei la Madre che vuole portarci a Gesù, che non ha altro desiderio che formare in noi il suo figlio Gesù e desidera sal­varci coltivando in noi gli stessi sentimenti di Lui. La Madonna dei Raggi è l'immagine più elo­quente di una Madre piena di amore per i suoi figli: è questo che lei stessa vuole ricordarci e che perciò ha voluto fosse impresso per sempre nella sua Medaglia. Lei, la Madre, ha voluto la­sciarci la sua immagine più significativa perché po­tessimo averla sempre negli occhi, fino ad impri­mercela, per nostra consolazione e gioia, nel cuore! Allora perché Maria ha voluto mostrarsi a noi con le mani aperte? Perché è lei la Madre che aspetta i suoi figli. È la Madre che invita i suoi figli a tornare e a gettarsi fra le sue braccia, perché vuole stringer­li al cuore. È la Madre che vuole consolare gli afflit­ti, vuole ottenere il perdono per i peccatori, vuole beneficare i bisognosi e vuole donare a tutti il suo amore materno. E Maria resterà così, con le braccia aperte, fino alla fine del mondo, perché è felice di essere nostra Madre e vuole farci tutti felici portandoci a Gesù, perché nessuno si perda. Per noi è bello contem­plare Maria così, perché questo ci fa crescere nel­l'amore e nella confidenza, ci fa sentire sicuri del suo perdono e della sua protezione. È bello vedere Maria Immacolata, nostra Mamma, con le mani ri­volte verso di noi: questo ci assicura, anche nei momenti più duri della vita, che non siamo soli, che lei ci rimane accanto perché ci vuol bene ed è pronta, anzi, desiderosa, di accogliere ogni nostra preghiera.

Impegno: Affidiamo oggi qualcosa che ci sta particolarmen­te a cuore alla intercessione di Maria e siamo certi che lei non mancherà di esaudirci al momento opportuno.

Ave Maria…

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. CORREDENTRICE NOSTRA

Santa Caterina riferisce di aver visto, nella visio­ne del 27 novembre, come un quadro che si voltava in modo tale che apparisse davanti ai suoi occhi "il retro" della Medaglia. Qui spiccava il monogramma di Maria sormontato da una Croce. Questa poggia­va su una barra trasversale. Sotto, poi, erano raffi­gurati i Sacri Cuori di Gesù e di Maria: infatti quel­lo di sinistra era coronato di spine e l'altro, a de­stra, era trafitto da una spada, secondo la profezia di Simeone (Lc 2,35). Uno degli studiosi della sim­bologia della Medaglia, il p. Zangari, dice che la M dovrebbe leggersi come Madre. La barra orizzonta­le su cui poggia la Croce sarebbe uno "iota", lettera greca che corrisponde alla nostra I. Questo è il mo­nogramma di Gesù Cristo Salvatore. Non deve me­ravigliare il fatto che sia posta trasversalmente per­ché spesso sulle monete e sulle medaglie si poneva così. La Croce vuole indicarci che proprio attraver­so di essa Cristo ci ha salvati. Il tutto quindi va let­to con molta chiarezza e semplicità e il suo messag­gio è alla portata di tutti. L'intero monogramma, ol­tre all'insegnamento che contiene, è come la "fir­ma" dell'autrice della Medaglia: (Maria) Madre di Gesù Cristo Salvatore. I due Cuori, come disse la Vergine stessa a Santa Caterina, non hanno bisogno di spiegazioni e rappresentano l'intima unione di Gesù e di Maria e il loro amore per noi. Il Vangelo ci dice che "stava presso la Croce la Madre sua" (Gv 19,25), cioè, sul Calvario, accanto al Cuore di Gesù coronato dalle spine del tradimen­to e dell'abbandono, trafitto dalla lancia del soldato romano, c'era il Cuore di Maria, trafitto da una spa­da di dolore. La Medaglia vuole ricordarci così, anche il mi­stero più grande della nostra fede: quello di un Dio che, fattosi uomo, muore e risorge per noi. Accanto a Lui Maria, unita inscindibilmente al Figlio fin dall'incarnazione, non è soltanto la Madre per noi, non è solo la dispensatrice delle grazie, ma è anche la Corredentrice. Nella Lumen Gentium la Chiesa dice: "Avendo concepito Gesù, avendolo nutrito, presentato al Padre e avendo sofferto con Lui mo­rente in croce, Maria ha collaborato in modo tutto speciale all'opera del Salvatore...". Certamente solo Gesù, perché Dio, poteva essere il Redentore unico e necessario, ma ha voluto che sua Madre cooperas­se al mistero della Redenzione con una cooperazio­ne subordinata e partecipata.. Anche questo vuole dirci la Medaglia Miracolosa che ci apre il cuore al­le speranze più grandi e dona a chi si offre a Gesù per Maria la certezza di essere salvo.

Impegno: Partecipiamo, possibilmente, alla Santa Messa ringraziando Gesù e Maria per l'opera della Redenzione.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. IL SIGNIFICATO CRISTIANO DELLA CROCE

Che cosa significa la M unita alla Croce? Certamente l'unione indivisibile di Gesù con Maria. Non si può incontrare Lui senza di lei e viceversa. Questa immagine della Medaglia ci ricorda che Gesù vuole regnare in Maria e per mezzo di Maria: Egli vuole essere anche oggi, così come quando era bambino, portato da Maria alle anime e al mondo. La Croce è il più prezioso dono di Maria e Maria è il più prezioso dono di Gesù dalla Croce, il più pre­zioso frutto della sua Passione. Così la Madre ci presenta la Croce, ci chiama a meditarla, ad adorarla, a prenderla su di noi con fe­de e per amore. È lei che vuole insegnarci il suo mi­sterioso linguaggio e vuole farci partecipi dei frutti di grazia che ne scaturiscono per noi singolarmente e per il mondo intero. La Croce è il più grande e pre­zioso libro di meditazione che Maria ha studiato ed adorato, dicendo il suo Si d'amore, anche per noi. La Medaglia Miracolosa, dopo averci mostrato il mi­stero della Croce di Cristo, ci presenta un'altra cro­ce, la nostra, che è quasi una reliquia della prima. Ci svela il mistero della nostra croce, qualunque essa sia, e ci invita ad accoglierla e a portarla insieme a Gesù e Maria. Abbracciamo con fede la nostra croce, portiamola con coraggio e con speranza, adoriamola come il segno della presenza di Gesù Salvatore e di Maria nostra Madre che, prima di noi, ne hanno portata una ben più pesante, per la nostra salvezza. Solo così, con la nostra porzione di croce nel cuore, potremo arrivare là dove il Signore ci aspetta e dove ogni croce sarà trasformata in luce e in gioia infini­ta. Maria vuole rendere più sopportabile la nostra croce, vuole alleggerirla con la sua tenerezza, con il suo aiuto, ma ce la presenta, insieme a quella di Cristo. Ci è necessaria per la nostra santificazione. Ma al suo amore materno non sfugge nulla: lei sa tutto di noi, sa cosa possiamo sopportare, conosce la nostra forza e la nostra debolezza. Fidiamoci di lei. È la nostra Mamma. Non desidera che il nostro ve­ro bene e sa che tutto ciò che Dio vuole o permette nella nostra vita non può che essere per il nostro ve­ro bene e per la nostra eterna felicità. La Vergine perciò, chiamandoci a meditare la Croce di Gesù e il suo dolore di Madre, invitandoci ad attingere forza dalla Passione del Figlio e dall'Eucarestia, mostrandoci il suo tenero amore, vuole insegnarci a santificare il dolore, a cogliere la preziosità della croce nella nostra vita, anche di quella che non riusciamo a capire e che nessuno forse comprende. Con la sua Medaglia vuole ripe­terci: "Non temere, io sono con te. Ti porto Gesù. Tu non sei solo. Io conosco la strada per farti felice! Fidati di me!". Sì, Maria non solo può aiutarci a portare la cro­ce, ma vuole liberarcene quando ciò sarà utile alla nostra anima. Allora abbracciamo la nostra croce, non trasciniamola per forza; come Maria guardia­mo alla Croce di Cristo e con lei scaliamola fino al­le vette della santità. L'Immacolata ci addita la me­ta, ci fa vedere il Cielo aperto su di noi e ci promet­te di portarci fin lì, aprendocene le porte!

Impegno: Prendiamo la nostra croce, portiamola ai piedi di quella di Gesù e, per le mani di Maria, offriamola a lo­ro in riparazione dei nostri peccati e di quelli del mon­do, certi che non ci faranno mancare il sostegno e il sol­lievo di cui abbiamo bisogno.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. MARIA, NOSTRA REGINA

Sul retro della Medaglia si notano dodici stelle che fanno da cornice al monogramma di Maria, alla Croce e ai Cuori. Santa Caterina, nelle sue relazioni scritte, non accenna a questo simbolo, ma certa­mente ne avrà parlato a voce col p. Aladel perché esse compaiono fin dalla prima coniazione, appro­vata dalla Santa, che subito ha raccomandato di non cambiare mai i simboli della Medaglia: così l'a­veva voluta la Vergine. Le dodici stelle alludono cer­tamente alla splendida visione dell'Apocalisse: "Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vesti­ta di sole, con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle". (Ap 12,12). La Donna dell'Apocalisse, figura della Chiesa, è anche imma­gine di Maria che della Chiesa è Regina e Madre. Le stelle sono innanzitutto il segno della Regalità di Maria. San Giovanni parla di una "corona" di stelle e la corona è sempre stata il simbolo della dignità regale. San Bernardo, commentando questo segno, dice: "Perché gli astri non formerebbero la corona di Colei che ha il Sole per veste?". Ma emergono an­che altri simbolismi: le stelle possono indicare i do­dici patriarchi, le dodici tribù di Israele, i dodici apostoli: Maria è la Regina dei patriarchi, la Regina degli apostoli... Ma esse indicano anche i Santi. Corona di gloria di questa Madre sono i suoi figli e in particolare quelli che si sono lasciati proteggere e guidare da lei, che l'hanno onorata imitando le sue virtù, hanno cooperato a farla conoscere e ama­re e infine sono stati portati e accolti da lei in Cielo: Maria è la Regina di tutti i Santi. Ma la più splen­dente corona di Maria sono i privilegi che Dio le ha concessi e le virtù che lei ha praticato: le stelle per­ciò simboleggiano anche tutto questo tesoro di gra­zie che avvolge e riempie il Cuore della nostra Mamma Celeste. Inoltre, la corona di stelle evoca l'Assunzione di Maria al Cielo: la Madre, vestita di Sole, viene ac­colta nella gloria celeste di cui rifulge Gesù e, come il suo, anche il volto di Maria è diventato luminoso come il sole". Per tutti questi principi di teologia mariana che possono riscontrarsi nella simbologia della Medaglia, J. Guitton l'ha definita una micro­apocalisse mariana" cioè una rivelazione mariana in piccolo formato, succinta, ad uso quotidiano de­gli umili e dei piccoli, quali tutti noi dobbiamo es­sere per piacere a Gesù: ai piccoli Egli rivela i mi­steri del Regno dei Cieli e a Maria ci affida perché sia proprio lei a formare in noi un cuore docile e puro, capace di accogliere e di vivere il Vangelo.

Impegno: Recitiamo con amore e gratitudine, col cuore pieno di stupore e di lode la Corona delle Dodici Stelle. (in fondo al libretto)

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. UN LUMINOSO COMPENDIO DEL MISTERO DI CRISTO

Le stelle che contempliamo sul retro della Medaglia Miracolosa, hanno ancora qualcosa da dirci: ci invitano ad essere noi, fin da ora, le stelle di Maria! L'Immacolata ci chiama a brillare con lo splendore delle nostre virtù, che lei stessa vuole for­mare in noi, ad illuminare il mondo con la luce del nostro esempio e della nostra testimonianza, a ri­scaldare il nostro prossimo con la fiamma di una carità pronta, generosa e disinteressata. Attingiamo questa luce e questo fuoco d'amore dai Cuori di Gesù e di Maria. Anche a questo ci richiama la Medaglia, invitandoci a fare della vita un grande apostolato di bene. Ma, perché no?, in quelle stelle possiamo vedere anche un invito ad alzare gli occhi e a guardare più spesso il cielo. Torniamo a guar­dare le stelle, a incantarci davanti alla bellezza e al mistero di un cielo stellato che ci parla dell'infinito e dell'eternità. Torniamo a fermarci a contemplare il messaggio di amore che Dio ha scritto sulla trama dell'universo e a perderci in quell'immensità nella quale siamo chiamati a vivere per sempre. Le stelle vogliono risvegliare in noi il desiderio delle cose celesti, vogliono tirarci fuori dalla palude dei tanti impegni e delle tante occupazioni, spesso non necessari o inutili, dei tanti falsi valori nei qua-li ci dibattiamo, considerandoli il fine di ogni no­stro lavoro e di ogni nostro desiderio. "Guardate al­le cose di lassù" ci ripete Maria e anche quelle di qui saranno più leggere, perché riacquisteranno il loro vero valore. Le stelle ci invitano a fermarci, a sconfiggere la fretta, l'agitazione, a trovare il tem­po, l'attimo, per gustare l'incontro con Colui che èla vera e sola fonte della nostra felicità: Dio. Ringraziamo Maria per tutti questi insegnamenti che ha voluto racchiudere nel piccolo spazio di que­sta preziosa Medaglia! Veramente nella Medaglia si trova come il riassunto di tutto il mistero mariano: l'Immacolato Concepimento, l'Assunzione, l'incoro­nazione di Maria SS. Regina degli angeli e dei santi, la missione di Madre di tutti gli uomini. Tutto al­lude alla collaborazione di Maria all'opera del Redentore: è lei la donna della Genesi che schiaccia il capo al serpente, in virtù del trionfo del Figlio sul male e sulla morte, è lei la Vergine dell'Apocalisse, la Collaboratrice della Redenzione, la Mediatrice presso il Figlio e la distributrice della sue grazie. Tutta la dottrina mariana della Chiesa è rac­chiusa nel piccolo ovale della Medaglia. In essa si trova l'insegnamento scritturale, teologico, cri­stocentrico ed ecclesiale proprio quale il Concilio Vaticano Il l'ha proposto nel cap. VIII della Costituzione dogmatica della Chiesa "Lumen Gentium" (p.Eyler).

Impegno: Preghiamo, lodiamo e ringraziamo la Vergine Maria con la recita delle Litanie della Medaglia Miracolosa. (in fondo al libro)

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. LA MEDAGLIA E LA PREGHIERA

La Madonna ha voluto insegnarci una breve, semplice, preghiera e ha voluto che fosse impressa sulla sua Medaglia perché non potessimo dimenti­carla. È un piccolo cantico di lode e di gloria, un piccolo inno di amore e di confidenza, di gioia e di riconoscenza, è una fiduciosa, breve preghiera che non può mai restare senza risposta. La giaculatoria della Medaglia è un grido d'aiuto al quale Maria non può fare a meno di rispondere, come sempre, aprendo le sue mani e facendo scendere le sue gra­zie su di noi. "Quando la navicella della tua anima sta per es­sere travolta dal peccato e sommersa dalla colpa, dal rimorso, invoca Maria. Quando l'ambizione ti acceca, l'orgoglio ti divora, l'avarizia ti rode anche il cuore, chiama Maria. Quando in famiglia manca la pace, quando entra la malattia o la morte bussa alla porta, chiama Maria. Quando le nazioni dimen­ticano la fratellanza universale e per egoismo stan­no per dilaniarsi a vicenda, quando divampa la guerra, non c'è altro rimedio che invocare Maria" (Avidano). Sì, in ogni momento, in ogni situazione, quan­do ogni porta sembra chiusa e non si vede alcuna via di uscita, quando anche vivere diventa difficile e la fede, la speranza e la carità sembrano affievo­lirsi, chiamiamo accanto a noi l'Immacolata. Vuole che la chiamiamo così, è il suo privilegio più caro. Maria desidera che, nella gioia e nel do­lore, ringraziamo Dio con lei e per lei per questo immenso dono. Ma ci chiede, per esaudirci prima, di non essere egoisti, di non pensare solo a noi: ci chiede di pre­gare al plurale. “Prega per noi”,per tutti quelli che ci stanno a cuore, per chi si raccomanda alle nostre preghiere, per quelli che non conoscono il Signore o lo hanno dimenticato, per quelli che lo ignorano volutamente, lo rifiutano o lo disprezzano. “Prega per noi”, per quelli di noi - siamo tutti fratelli, nes­suno ci è estraneo o lontano -' che non riconoscono Maria come Madre, che non la onorano, non la amano e feriscono così il Cuore di Cristo, suo Figlio. “Prega per noi”, per la Chiesa, per il Santo Padre, per i sacerdoti, per i religiosi e le religiose, per le persone consacrate, per i laici cristiani, sale e fermento della terra. Preghiamo Maria per tutto ciò che sta a cuore a lei e lei non dimenticherà ciò che sta a cuore a noi, anzi, preghiamola per non avere che i suoi deside­ri! Ricorriamo a Maria con fiducia, riconoscendo la nostra debolezza, la nostra incapacità in tante cose e diciamo con san Paolo: "Quando sono debo­le è allora che sono forte" perché Maria mi comu­nica tutta la forza della vittoria di Cristo e mi met­te a disposizione il suo aiuto materno. Perciò ripe­tiamo sempre, pieni di speranza, la preghiera che Maria ci ha insegnato e che sempre ci dona la pace del cuore.

Impegno: Usando la Corona del Rosario, ripetiamo con amore e con fiducia, ad ogni grano, la preghiera della Medaglia Miracolosa: "O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te".

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. LA MEDAGLIA E LA MEDIAZIONE DI MARIA

Le apparizioni a Santa Caterina Labouré conten­gono anche un importante messaggio che non è il­lustrato nella Medaglia Miracolosa, ma che non è di secondaria importanza. Lo dimostra il fatto che a lungo la Santa si diede da fare, tramite il suo con­fessore e poi, alla fine della sua vita, attraverso la Superiora, perché nella Cappella delle apparizioni fosse esposta alla venerazione di tutti la statua della Madonna del Globo. Infatti, nella prima fase del­l'apparizione del 27 novembre, la Vergine si mostrò a suor Caterina in tutto il suo splendore, tenendo tra le mani un globo sormontato da una Croce. Lei stessa spiegò che questo rappresentava il mondo re­dento e ogni anima in particolare. I suoi occhi era­no rivolti al cielo in atteggiamento di preghiera, mentre offriva il globo a Dio. Viene così rappresen­tata nell'apparizione la funzione che Maria ha pres­so il Figlio fino alla fine dei tempi. La sua media­zione di grazia "da Lui assolutamente dipende e at­tinge tutta la sua efficacia" (Lumen Gentium). Con Gesù e presso Gesù la Vergine Santa intercede in­stancabilmente per noi, come ci insegna il Concilio Vaticano Il che pone la mediazione di Maria in di­pendenza di Cristo, Mediatore unico, necessario e principale. Proprio questo spiegava anche suor Caterina dicendo che "Maria offre il globo a Dio e a Lui domanda le grazie". Tutto infatti, per le mani di Maria, viene da Lui, fonte della nostra salvezza. La Madonna del Globo è nell'atteggiamento del­l'offerta e della preghiera: offre il mondo e prega per il mondo, offre a Dio ognuno di noi e prega per ognuno di noi, per i malati, per i poveri, per i pec­catori, per ogni famiglia, per ogni comunità, e spe­cialmente per ogni suo figlio, per ogni sua figlia che accoglie con fede e riconoscenza il dono della sua Medaglia, facendone anche un mezzo di apostolato mariano. La Madonna del Globo prega il Signore per ogni nostro bisogno, offre a Lui le nostre soffe­renze, i nostri dolori, le nostre pene e sacrifici, an­ che quelli piccoli e nascosti che formano ogni gior­no il martirio del cuore. Maria prega ed ottiene per i suoi figli grazie di guarigione, conversione, riappacificazione, consola­zione, santificazione. Rimaniamo, come bambini, fra le braccia di questa dolce Madre, affidiamo alla sua cura la nostra anima, fidiamoci di Lei, mettia­moci senza indugio, sempre di nuovo, nelle sue ma­ni. Lasciamo stare perciò le esagerate preoccupa­zioni per la salute, il lavoro, l'andamento della vita. Anche la nostra crescita spirituale affidiamola a lei e lasciamoci portare, vivendo nella pace e nella se­renità, nella gioia di sentirci amati, ogni attimo del nostro cammino sulla terra, verso il Cielo.

Impegno: Rinnoviamo o facciamo la nostra Consacrazio­ne a Maria (in fondo al libro), in Chiesa, davanti a Gesù.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. LA MEDAGLIA E IL ROSARIO

Le apparizioni a Santa Caterina contengono molti insegnamenti, non solo dal punto di vista dot­trinale, ma anche per quanto rignarda la vita cri­stiana. Ogni volta che la Vergine appare, mostra una grande preoccupazione nel ricordare la legge di Dio e le indicazioni della Chiesa. Attraverso la Medaglia Maria vuole in particolar modo richiama­re il mondo alla preghiera. E questo non meraviglia se si considera il posto preminente che la preghiera ha nella vita della Chiesa. Paolo VI ha detto: "Scopo della Chiesa è di inse­gnare a pregare. Essa ricorda ai fedeli l'obbligo dell'orazione, essa sveglia in essi l'attitudine e il biso­gno di pregare, essa fa della preghiera il "grande mez­zo" della salvezza e nello stesso tempo la proclama il fine sommo e prossimo della vera religione". Non è un caso che, tra le apparizioni mariane del XIX e del XX secolo, riconosciute dalla Chiesa, solo quelle di Rue du Bac si sono svolte in una chiesa, in una casa in cui la preghiera aveva un grande posto nella formazione e nella vita di chi l'abitava e, ad ecce­zione della prima, tutte ebbero luogo mentre la Comunità delle suore era raccolta in preghiera, du­rante la meditazione della sera. Anche la Madonna è apparsa in atteggiamento di preghiera, di mediazione tra suo Figlio e i suoi figli, tutti gli uomini, e ha voluto insegnare ad ognuno una breve, potente preghiera. Perciò la Medaglia non è un portafortuna da tenere addosso supersti­ziosamente, per averne protezione e vantaggi. La Medaglia non può essere separata dalla preghiera, ma anzi, deve suggerirla e deve ricordarne la neces­sità, per ottenere le grazie che la Vergine ha pro­messo a tutti coloro che si rivolgono a Lei con fidu­cia. E se chi la riceve la Medaglia, non riesce anco­ra a pregare, non ha ancora fede, è lontano e biso­gnoso di conversione e di guarigione, allora più intensa deve essere la preghiera di chi la dona. Una preghiera particolarmente cara a Maria, molto raccomandata da Santa Caterina Labouré, èquella del Santo Rosario. P. Gasnier scrive che gli anelli portati dalla Vergine sono il segno dei misteri del Rosario: "Un modo tanto eloquente per dire che la preghiera da rivolgerle, la sua preghiera, è il Rosario. Più di ogni altra preghiera, il Rosario fa scaturire dalle sue mani torrenti di grazie sulle nostre anime". E nelle altre apparizioni la Madonna è ritornata su questo argomento con sem­pre più grande precisione e insistenza. Il richiamo èstato particolarmente solenne a Fatima dove lei ha mostrato di considerare il Rosario il più grande ri­medio ai mali del nostro tempo. Alle consorelle che le chiedevano di dire ancora una parola sulla Madonna, prima di morire, suor Caterina disse semplicemente così: “Raccomandate soprattutto che si reciti bene il Santo Rosario”.

Impegno: Seguendo la raccomandazione di Santa Caterina, recitiamo oggi, e promettiamo di recitarlo be­ne ogni giorno, il Santo Rosario.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. LA MEDAGLIA E L'EUCARESTIA

Un altro insegnamento che risulta evidente nelle apparizioni della Madonna della Medaglia Miracolosa è quello dell'importanza e del grande valore dell' Eucarestia. Ad essa la Vergine orienta suor Caterina e, tramite lei, ognuno di noi. È all'Eucarestia che Maria vuole attrarre le anime che si volgono a lei e da lei si lasciano guidare. Nella prima e nella terza apparizione la Madonna appare accanto all'altare e, davanti al Tabernacolo, si inchina in adorazione. Poi raccomanda a suor Caterina di andare ai piedi dell'altare, che indicava con la mano sinistra e là effondere il suo cuore. Là avrebbe ricevuto tutte le consolazioni di cui avreb­be avuto bisogno. La Vergine dice ancora: "Venite ai piedi di questo altare: qui le grazie saranno sparse su tutte le persone che le chiederanno con fiducia, saranno sparse sui piccoli e sui grandi". Santa Caterina, fin dall'infanzia, amava in modo tutto speciale l'Eucarestia e la sua devozione deve stimolare tutti i devoti della Madonna della Medaglia Miracolosa a seguire il suo invito e a di­ventare sempre più "anime eucaristiche", spiritual­mente unite a Gesù e pronte ad adorarlo vicino al Tabernacolo dove resta sempre ad attenderci, per colmarci di Lui. Quel "Venite ai piedi di questo altare..." della Madre, fa eco alle parole del Figlio: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi ed io vi risto­rerò". Rispondiamo a questo invito, con gioia. Andiamo a Gesù, dono di Maria al mondo. Andiamo ad adorare Gesù con Lei. Lasciamo che ci insegni e ci parli delle sue meditazioni e delle sue adorazioni a Nazaret, a Betlemme, sul Calvario, nel Cenacolo e in ogni angolo della terra, vicino ad ogni Tabernacolo. Andiamo a ringraziare Gesù con Lei, per averci dato se stesso e sua Madre. Andiamo da Gesù, con lei, in spirito di riparazione per l'ab­bandono, l'indifferenza, la freddezza e anche il di­sprezzo nel quale è spesso lasciata l'Eucarestia. Andiamo a Gesù con lei per domandare la grazia della fede, della speranza e della carità e il resto ci sarà dato in sovrappiù. La fonte delle grazie è sempre una sola: Gesù. Anche pregando Maria è Gesù che preghiamo, per­chè la Madre ci porta a suo Figlio e intercede per noi presso di Lui, sempre. Il dono di Maria, la Medaglia Miracolosa, porti nel mondo un risveglio di fede e riporti ogni uomo all'adorazione, alla ripa­razione e all'offerta a Gesù Eucaristico. È accanto a Gesù che la Vergine ci vuole portare, prendendoci per mano.

Impegno: Oggi, o appena possibile, facciamo un'ora di adorazione a Gesù presente nell'Eucarestia e dedi­chiamoci a servire con particolare amore chi ha bisogno, andiamo a trovare chi è malato, chi è solo, perché Gesù è presente anche lì.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. LA MEDAGLIA E IL DEMONIO

In questo inesauribile piccolo "libro" della Madonna che è la Medaglia Miracolosa, troviamo anche una semplice, ma magnifica lezione "teorico-pratica" sulla tentazione. Maria si presenta a noi nell'atto di trionfare sulla tentazione e sul male: sotto i suoi piedi c'è il serpente, simbolo e sorgente dei nostri peccati, delle nostre ribellioni, dei nostri no a Dio. La tentazione è una prova e, in questo senso può essere permessa da Dio. Alcune volte, poi, è Lui stesso che ci mette alla prova. Come un orefice prova i suoi metalli preziosi col fuoco per saggiarne l'autenticità, così Dio prova la fedeltà dei suoi figli e le loro virtù anche con le sofferenze, per renderli più forti e per dare a loro una ricompensa ancora più grande, una gioia infinita che ripaga di ogni pena. Ma, comunemente, tentazione è un invi­to alla violazione delle leggi di Dio, è un richiamo a far trionfare l'uomo vecchio con tutte le sue esigen­ze, a far emergere i lati peggiori dell'essere, che si oppongono alla volontà di Dio, la sola buona per noi. In questo senso la tentazione non viene da Dio, ma da colui che da sempre lo odia e odia anche noi, volendoci accomunare a sé nel rifiuto e nel distacco eterno dal nostro Padre celeste, fonte di ogni vera felicità. Dio perciò non può volere queste tentazio­ni, ma le permette non facendoci mancare mai il suo aiuto e sapendone ricavare un bene per noi, a lode della sua gloria. La Madonna della Medaglia Miracolosa ci viene vicino e ci suggerisce i mezzi per vincere le tenta­zioni.

  • Evitare le occasioni. La prudenza è una virtù che è stata praticata anche da Maria. Lei, che pog­gia i piedi sulla terra, schiaccia il serpente perché è ancorata a Dio: nell'apparire come la Madonna del Globo, Maria volge gli occhi e le mani al Cielo.
  • Meditare i dolori di Gesù e Maria, simboleggiati dalla Croce e dai due Cuori nel retro della Medaglia.
  • Avere un grande amore e una grande devozione all'Eucarestia, comunicandosi spesso, cosa che presuppone anche la confessione frequen­te.
  • Seguire la guida di un confessore che possi­bilmente sia sempre lo stesso. Questo ha raccoman­dato la Vergine anche a suor Caterina nella prima apparizione, insegnandole ad aver fiducia e a confi­dare tutto al suo confessore.
  • Ripetere spesso, specialmente nei momenti di più forte tentazione, la giaculatoria che Lei stessa ci ha insegnato, chie­dendole, di aiutarci a vincere, ad ogni costo, per es­sere suoi veri figli e per dar gloria al Signore. Il so­lo pensiero di Maria, facilitato dalla Medaglia, è uno dei mezzi più efficaci contro la tentazione. Fra i raggi che partono dalle sue dita ci sono an­che quelli che simboleggiano la grazia che Dio ha posto nelle Sue mani per aiutarci a vincere le tenta­zioni. Ma dobbiamo domandarla, questa grazia, perché scenda efficace sulle nostre anime! Non chiediamo solo ciò che si vede e che si tocca. Ma, se vogliamo sempre più svincolarci dal ser­pente e resistere alle sue seduzioni, è necessario fa­re un passo avanti: dobbiamo gettarci fra le braccia di Maria, dobbiamo stringerci al suo Cuore: là il serpente non potrà mai raggiungerci. La consacra­zione realizza questa speciale unione con lei. Questo è il significato del globo che la Vergine tiene fra le mani, come una madre che stringe a sé e offre a Dio il suo bambino, per difenderlo dal pericolo. E se la tentazione dura e la lotta si fa più difficile, guardiamo il Cielo dove Maria ci aspetta: le stelle rappresentano il Cielo aperto, il Paradiso; là il Signore ci ha preparato un posto e là Maria ci vuol portare. San Francesco diceva: "Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto". Come l'Immacolata, teniamo anche noi gli occhi fissi al Cielo, senza dimenticare la terra nella quale dob­biamo dare testimonianza di vita cristiana, di gene­rosità e di perdono; guardiamo a Lei che ci incorag­gia, che ci sostiene nei nostri sforzi e ci premia per le nostre vittorie unendoci sempre più intimamente al suo Figlio Gesù.

Impegno: Sotto lo sguardo di Maria, guardiamo alla nostra vita, alle nostre scelte, ai piccoli e grandi "no" che per debolezza o per egoismo diciamo a Dio e propo­niamoci di fare al più presto una buona confessione.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. LA MEDAGLIA E LA CONSACRAZIONE A MARIA

Il giorno 27 di ogni mese, e in particolare quello del mese di novembre, è dedicato in. modo speciale alla Madonna della Medaglia Miracolosa. Non c'è quindi momento migliore di questo per approfondi­re ciò che rappresenta l'ultimo gradino, la meta più elevata della nostra devozione, la parte es­senziale del Messaggio di Rue du Bac: la Consacrazione. È questa la realizzazione del desi­derio della Vergine apparsa come la Madonna del Globo, tenendo fra le mani, per offrirla a Dio, "ogni anima in particolare". La Consacrazione a Maria ci unisce più stretta­mente a lei, è il segno che le apparteniamo total­mente per trovare in Lei la nostra pace e la nostra gioia. Chi non vuole consacrarsi a Maria resta ai suoi piedi, quasi avesse paura di gettarsi fra le sue braccia, di abbandonarsi a lei, come invece faceva il piccolo Gesù, perchè Maria possa fare di noi ciò che più le piace, per il maggior bene nostro, di co­loro che più ci stanno a cuore e di tutti. Ma in cosa consiste la Consacrazione? Il p. Crapez, riprendendo i temi fondamentali della dot­trina di San Luigi Maria di Montfort, spiega: "La Consacrazione è un atto che costituisce uno stato. Determina, cioè, un modo di vivere. L'atto di Consacrazione impegna al servizio di Maria, all'imi­tazione delle sue virtù, specialmeute di quella della purezza, dell'umiltà profonda, dell'obbedienza gioiosa alla Volontà di Dio, della sua perfetta ca­rità". Consacrarsi a Maria è sceglierla per Madre, Patrona e Avvocata. È voler lavorare per lei, per i suoi progetti, è voler far sì che tanti la conoscano e la amino di più. Il Montfort dedica tutta la prima parte del suo Trattato della Vera Devozione a spie­gare quanto sia importante appartenere a Maria. E questo perchè Dio ha voluto che Maria avesse una parte essenziale nell'opera della Redenzione. Per questo Egli vuole che abbia una parte altrettanto importante nell'opera della nostra santificazione. Questa unione inseparabile e questa collaborazione di Maria con Gesù è mostrata sulla Medaglia dalla Croce posta sulla M e dai due Cuori. Per questo, do­biamo rivolgerci a Gesù per Maria, a loro dobbiamo amore, riconoscenza, obbedienza. La Consacrazio­ne è tutto questo insieme: è l'atto d'amore più perfetto, il più bel segno di gratitudine, il più completo abbandono alla Mediazione di Maria. Ma il fine ultimo della devozione a Maria, nell'e­spressione più alta che è la Consacrazione, è sem­pre Gesù. Porta a Lui. Maria non tiene nulla per sé, volge il suo sguardo a Dio, tende solo a Lui e, anche quando si sofferma a guardare se stessa, lo fa solo per magnificare Colui che in lei ha operato grandi cose. E non solo Maria guarda a Dio, ma è piena di Dio! Essa non vuole essere che un piedistallo, un trono, un ostensorio di Cristo. Maria non aspira ad altro che a far regnare Gesù nel nostro cuore, nella nostra vita. Questo lo sapeva Gesù, lo sapeva che avevamo bisogno di questa Madre per camminare verso di Lui e per questo ce ne ha fatto dono dalla Croce. Consacrandoci a Maria facciamo felice Gesù e facendo felice Gesù, facciamo felice Maria: e in tutta questa gioia celeste noi sperimentiamo un an­ticipo di Cielo!

Impegno: Rinnoviamo con particolare amore e rico­noscenza la nostra consacrazione. Facciamola con tutto il cuore a parole nostre o seguendo la formula di San Luigi Maria di Montfort.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

  1. LA MEDAGLIA E LA DEVOZIONE A CRISTO

Maria tende sempre a Dio, noi siamo tenacemen­te legati alla terra. E allora non c'è altro rimedio che quello indicatoci da Gesù: "Rinunciate a voi stessi...". Con Maria mettiamo sotto i piedi tutto ciò che ci allontana da Dio, che rischia di diventare un idolo per noi; stacchiamoci da ciò che ci lega e ci impedisce di guardare in alto. Combattiamo il no­stro egoismo, il nostro orgoglio, la nostra durezza di cuore. Non è facile. Il Montfort però ci dice di conoscere un Segreto per rendere meno duro e più breve questo cammino verso il Signore, per facili­tarci il difficile compito di svestirci dell'uomo vec­chio per essere pronti a "nascere di nuovo". E il Segreto è questo: mettersi nelle mani di Maria, la via facile" che ci porta a Dio. Questo è anche l'in­segnamento più profondo della Vergine a Santa Caterina Labouré e, tramite lei, a tutti noi. Maria si presenta come nostra Mediatrice presso l'unico Mediatore che è Gesù e questo non perché Gesù non sia infinitamente misericordioso verso di noi, non perché non ci ascolti o perché ci guardi con se­verità. No, è perché siamo noi ad aver bisogno di chi ci insegni ad aver fiducia in Lui, a non scorag­giarci nelle nostre cadute, a non vergognarci delle nostre miserie. È strano, ma la verità rivelataci da Dio più difficile da comprendere, non è la sua giu­stizia, ma la sua bontà. E allora la Madonna non si stanca di venire sulla terra per insegnarci a credere nell'amore di Dio che tutto comprende e tutto perdona. Gesù ha voluto lasciarci Maria come Madre proprio per darci una prova del suo te­nero amore per noi. Del resto è Gesù stesso che vuole che andiamo a Lui per mezzo di Maria, così come Lui è venuto a noi per questa stessa via. Inoltre noi portiamo un grande tesoro in vasi di argilla. Siamo deboli, inco­stanti, spesso le passioni ci travolgono e ogni gior­no rischiamo di cadere nell'agguato del demonio che "come leone ruggente va in giro cercando chi divorare Chi può salvarci da lui, chi può unirci così forte­mente a Gesù da renderci partecipi della sua vitto­ria sul male? Maria, sì, la Mamma che Gesù ci ha donato, proprio per questo. La sola vista della Medaglia, monumento della sua sconfitta che, umi­ liato, lo vede rappresentato sotto i piedi della Donna vestita di sole, mette in fuga il demonio. Perciò ringraziamo lo Spirito Santo per averci ispirato di consacrarci a Maria e ringraziamo Maria per averci accolti come suoi figli, prendendosi cura di noi in tutto, da ora e fino a quando, nell'eternità, godremo per sempre accanto a Lei, 'la visione della SS. Trinità.

Impegno: Proponiamoci di fare tutto, da ora in poi, con Maria, in Maria, per Maria e, tramite lei, per Gesù.

Ave Maria...

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

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