• Ultima modifica: Martedì 16 Gennaio 2018, 09:25:05.

I Nostri Defunti

P. Sutti Celso

sessanta anni di consacrazione generosa

(Gragnano T. (PC): 20-XI-1913 - Siena: 11-V-1996)

Generoso, affabile, delicato nel tratto, dolce nelle relazioni interpersonali; uomo di fede e di preghiera, sacerdote tutto d’un pezzo, che ha lasciato un ricordo inconfondibile dovunque è passato, sia tra i confratelli che tra i suoi tanti ex alunni. Dire questo, non è una pietosa bugia o adulazione da epitaffio!
In breve il suo curriculum: nel 1937 è ordinato sacerdote e poi continua gli studi al Biblico di Roma. Dal 1943 al 1969 vive tra i giovani, sia come insegnante di Sacra Scrittura, sia come direttore di novizi, studenti e seminaristi: passando dal nostro teologato di Siena al Collegio Alberoni di Piacenza, dal nostro studentato di Napoli all’Istituto teologico di Genova. Dal 1969 al 1991 è applicato al ministero in varie case: aiuto alle parrocchie, confessore delle suore, predicazioni varie, direzione spirituale; alla fine si ritira alla Casa Pia di Siena per il meritato riposo. Considerando i suoi spostamenti, bisognerebbe dare al carissimo padre Celso una medaglia: in 60 anni di sacerdozio ha avuto diciotto cambiamenti, spesso di uno-due anni, il più lungo a Piacenza, otto anni. Noi scherzavamo su questa sua disponibilità a fare il globetrotter di Dio ma questo suo continuo prendere il treno non doveva essere leggero neanche per la sua nota sensibilità e obbedienza.
Che cosa rimarrà impresso nel nostro ricordo di confratelli e di amici? Certamente la sua professionalità d’insegnante e il suo profondissimo amore per la parola di Dio: insegnava con la vita, ci faceva amare quelle pagine che lui scandagliava con tanto amore e venerazione. E noi... studiavamo. Con gli alunni era comprensivo, buono, fraterno, capace di attrarre le confidenze nei momenti difficili.
Un altro ricordo inconfondibile: il suo amore per la musica. Non si può pensare a padre Celso se non con la Bibbia da una parte e una tastiera d’organo dall’altra! La musica era parte della sua vita. Ci aveva insegnato ad amare la musica classica, come dono e lode di Dio; ad ogni festività ci faceva il suo regalo: un nuovo disco di musica, per arricchire il nostro album e per ampliare le ore dell’ascolto musicale, che erano nel nostro orario ordinario. Con lui organista e con padre Bovarini direttore avevamo formato una buona «schola cantorum», che si era fatta un nome in città di Siena: ci hanno invitato anche nelle grandi chiese.
Padre Celso aveva vissuto la sua preparazione al sacerdozio nel seminario di Piacenza e nel Collegio Alberoni, come seminarista diocesano: solo in terza teologia era entrato nella Comunità vicenziana e due anni dopo, nel mese di marzo 1937, aveva emesso i voti perpetui, ricevuto gli ordini maggiori e il sacerdozio. La sua vocazione vincenziana era stata ben ponderata, e noi abbiamo potuto ammirare il suo enorme attaccamento a S. Vincenzo, come di colui che, da adulto, aveva scoperto il grande ideale.
Questo ideale padre Celso era riuscito a trasfondere in noi, suoi alunni, e a farlo trasparire agli occhi di chi lo avvicinava: e forse questo è il ricordo, l’immagine più cara che ci rimane di lui.

di ROLANDO SIVERI CM

P. Cavalli Alfredo

P. Cavalli Alfredo

Nell'ottobre 1928 dovevamo partire insieme da Siena per entrare nella Scuola Apostolica di Roma, ma poi, per varie vicende, Alfredo rimase a Siena. Lo rividi dieci anni dopo per la mia prima Messa all'Oratorio S. Cuore, e conservo ancora come caro ricordo un piccolo portafoglio che mi dette a nome del P. Santini e dei compagni dell' Oratorio con un' offerta.
A Siena si era conosciuto appunto il buon padre Santini che si occupava dei ragazzi che, come noi, si faceva capo a S. Girolamo. E fu proprio P. Cavalli che, anni fa, ricordò in agili puntate sul bollettino dell'Oratorio "Voce Fraterna" l'origine e lo sviluppo dell'Oratorio S. Cuore di Gesù e Maria Immacolata di Via del Sole.

Ho voluto cominciare con questo lontano ricordo personale collegato all'Oratorio del P. San tini perché è qui che il caro Con fratello scomparso, come tanti altri giovani di Siena, trovò la sua…

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P. Fornasari Sebastiano

P. Fornasari Sebastiano
Padre Santo
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
per il tuo servo p. Sebastiano, missionario,
e concedi a lui, che sull'esempio di Cristo
ha consacrato la vita a servizio della Chiesa e
dell'umanità, di contemplare, nello splendore
della luce, il mistero di salvezza che egli ha
fedelmente servito sulla terra.
Te lo chiediamo per l'intercessione della
Vergine SS. e per Cristo nostro Signore.
AMEN
nato a Forlimpopoli (FO) il 4.1.1931
morto a Magetan (Indonesia) il 12.2.1995

Resta in benedizione la memoria della sua grande fede, il suo amore alla Madonna, la dedizione del suo cuore, che con costante disponibilità lo ha reso per tutti sacerdote, padre, amico, fratello. Con limpido e infaticabile servizio ha consacrato la sua vita e la sua opera per 30 anni in Indonesia, nell'impegno per la evangelizzazione, la cultura, la carità.
Impossibile descrivere lo sbigottimento che ci ha preso, quando un fax dall’Indonesia, il 12 febbraio scorso, ci ha comunicato…

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P. Caterina Enrico

P. Caterina Enrico

UN' ANIMA ARDENTE E COSTANTEMENTE ENTUSIASTA

« Gesù, prendimi! Così vedrò il tuo volto dal vivo! »

Sono state queste le sue ultime parole, e riflettono fedelmente il fervore permanente della sua fede profonda e sinceramente sentita.
Sì, perché il P. Caterina in tutte le vicende della sua vita, ha sempre dimostrato, con particolare evidenza, di credere fermamente in tutti i valori soprannaturali da cui era animato; di credere nella sua vocazione, che ha amato ed apprezzato in tutte le sue espressioni; di credere nel suo sacerdozio, che ha realizzato in un apostolato perseverante fino agli ultimi giorni della sua esistenza.

« Il Signore mi ha chiamato dalla zappa »

Arrivò a Roma la notte tra il 5 e il 6 novembre 1927.
Veniva dal Molise, da Montagano, un paese che aveva già dato eccellenti figure di Missionari, come i tre fratelli Petrone, i due Pece (Michelangelo e Pietro), Angelo Muccino…

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P. Vagaggini Luigi

(1916 - 1994)

Il P. Vagaggini, scomparso improvvisamente, per infarto, la notte tra il 27 e il 28 settembre di quest'anno, ci lascia un esempio di amore alla Congregazione, di attaccamento allo spirito e alle Regole che la animano; ci lascia un modello di fedeltà alle tradizioni e alle consuetudini di comunità, un ideale di vita nascosta nella preghiera nello studio, nella riflessione.
Ma soprattutto il P. Vagaggini, specialmente per quelli che gli sono vissuti vicino gli ultimi anni, lascia un'eloquente lezione di sopportazione del dolore e della sofferenza.
Sì, perché il P. Vagaggini ha sofferto molto durante tutta la sua vita di Comunità: ha sofferto nel corpo per seri inconvenienti che ne hanno condizionato per anni l'attività, ma ancor più ha sofferto nello spirito, essendo stato soggetto ripetutamente a forme di depressione e di abbattimento psichico. Il suo comportamento è stato veramente esemplare, soprattutto per la pazienza e la…

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