I primi Confratelli della C.M. iniziarono la loro attività a Siena nel 1856, preceduti,
qualche anno prima, dalle Figlie della Carità.
Fin dall’inizio si dedicarono soprattutto all’assistenza spirituale delle F.d.C. ed ai
ritiri spirituali al Clero diocesano, tanto è vero che la loro Casa fu chiamata
“Pia Casa
degli esercizi per il Clero”, denominazione tuttora obbligatoria negli atti legali.
Solo nel 1934 trovarono una sede stabile, dopo averne avute diverse negli anni precedenti,
con l’acquisto di una villa ottocentesca, della famiglia Bianchi Bandinelli, costruita dal
famoso architetto Agostino Fantastici Villa di gran pregio artistico ma con limitato
spazio abitativo. Tanto più che negli anni trenta, a differenza di oggi, si prevedeva un forte aumento delle vocazioni, per cui il Visitatore di allora, Mons. Marina, superando anche la contrarietà di alcuni Confratelli, accanto alla suddetta villa fece costruire un edificio di grande dimensione e dall’aspetto imponente, destinato allo studentato liceale e teologico della nostra Provincia romana; pur continuando ad accogliervi il Clero di Siena per i ritiri spirituali. Fu chiamata
“Casa Pia San Vincenzo”, ma per i senesi rimase sempre la
“Villa il Pavone”
Nel 1949 vi fu poi trasferita anche la Scuola apostolica dal Collegio Leoniano di Roma.
Durante l’ultima guerra questo splendido edificio fu occupato dapprima dai soldati italiani,
poi tedeschi, marocchini ed americani, adibito anche ad ospedale militare. Ed è facile
immaginare in quali condizioni di degrado venisse lasciato: i pavimenti, gli infissi,
l’arredamento e quant’altro, erano pressoché inagibili.
Nel 1971 si rese necessaria una diversa destinazione di questo patrimonio, perché
troppi spazi rimanevano vuoti di fronte al diminuito numero delle vocazioni.
Dopo alcuni tentativi di venderlo o di affittarlo, l’Assemblea Provinciale del 1971
decise di destinarlo a “Casa di Riposo per Anziani”.
Sostenuti, in questa decisione anche dalle F.d.C. di Siena, il cui contributo è stato
fondamentale nella gestione di quest’opera a favore degli Anziani.
Oltre che conforme alle finalità proprie della Comunità vincenziana, un ‘Opera a
favore degli Anziani negli anni settanta era anche in linea con i segni dei tempi, perché
queste persone avanti nell’età, spesso ammalate, e soprattutto sole, erano allora
tra i primi posti nella graduatoria delle cosiddette “nuove povertà”. Ma altre
situazioni di povertà nacquero poi da questa società opulenta: i drogati, i malati
di Aids, gli ex-carcerati, gli immigrati extracomunitari, ecc., per cui oggi l’anziano
a confronto di questi nuovi poveri sembra sia quasi diventato “ricco”, secondo alcuni.
Inoltre le Comunità religiose, allo scopo di rendersi più visibili e quindi suscitare
nuove vocazioni hanno gradualmente lasciato queste megastrutture come Ospedali o Case di
riposo per svolgere il loro apostolato in nuclei più piccoli tipo “casa famiglia”.
Queste motivazioni appena accennate ed altre che non stiamo a ricordare hanno reso oggi la
“Casa di riposo “, soprattutto se gestita da religiosi, non più attuale come negli anni settanta.
Ciononostante in questa nostra residenza ci sono, oggi, circa 75 ospiti anziani, uomini,
donne, e coniugi;fatta eccezione per questi ultimi, le stanze sono tutte singole con telefono
personale, TV, e la maggior parte con bagno privato; la conduzione è del tipo alberghiero.
Come estrazione sociale, questi nostri “Ospiti” sono nella maggior parate ex operai o ex
casalinghe, con basso o tutto al più medio reddito. Più della metà non hanno figli, per cui
la loro solitudine è maggiore.
Un reparto della struttura è riservato a Infermeria per i nostri Confratelli bisognosi di
assistenza, ed un altro reparto è occupato dai Confratelli in grado di esercitare ancora la loro attività.
Vivere in questa “Residenza per Anziani” è reso confortevole, tra l’altro, dalla vicinanza
con la città, ben servita dai mezzi pubblici, da un ampio giardino all’italiana e
da un boschetto di lecci che la circonda.
E’ innegabile, tuttavia, che guardando al futuro, l’orientamento prevalente ai nostri
giorni è quello di lasciare l’anziano nella propria abitazione, assistendolo a
domicilio finché è possibile.
Questa constatazione ci ha indotti ad una iniziativa che riteniamo utile, seppur limitata
alle nostre possibilità: la ristrutturazione di un intero complesso di edifici, un tempo
adibiti ad uso colonico, ricavandone 15 appartamentini, del tutto indipendenti tra di loro,
con parcheggio auto ed ampi spazi esterni, destinati a persone anziane, alle quali
vengono offerti
indubbi vantaggi: pur vivendo ognuno nella propria abitazione la
vicinanza condominiale facilita la socializzazione ed attenua il senso di solitudine;
per qualsiasi evenienza possono rivolgersi alla struttura del “Pavone” dalla quale li separa unicamente il parco al quale peraltro possono accedere liberamente.
Uno scorcio del “Borgo San Vincenzo”:
residenze abitative per anziani